
Sostituire l'imposta sul valore aggiunto (IVA) con un balzello sulle energie non rinnovabili rappresenta un salto nel buio con conseguenze nefaste per l'economia e le assicurazioni sociali. Ne è convinto il Consiglio federale che invita popolo e Cantoni a respingere l'iniziativa popolare dei Verdi liberali in votazione il prossimo 8 di marzo. Il parlamento ha già raccomandato - a larga maggioranza - la bocciatura di questa modifica costituzionale. Le Camere federali avevano anche respinto, al termine dei dibattiti, un controprogetto diretto difeso dal fronte rosso-verde volto ad accelerare il passaggio da fonti fossili alle energie pulite. Tale obiettivo fa parte infatti della Strategia energetica 2050 discussa, e adottata, nel dicembre scorso dal Consiglio nazionale dopo oltre venti ore di dibattito. Il dossier deve ancora essere trattato dagli Stati. La modifica costituzionale dei Verdi liberali auspica l'introduzione di un'imposta sulle energie non rinnovabili (come petrolio, gas naturale, carbone e uranio) proponendo di compensare l'onere fiscale supplementare che graverebbe sul consumo di energia mediante la soppressione dell'IVA. Per la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, che stamane si appresta a dare il via alla campagna in vista della consultazione, con la soppressione dell'IVA la Confederazione verrebbe orbata del suo maggiore cespite d'entrata: in soldoni, 23 miliardi di franchi.
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