
La centrale nucleare di Mühleberg va spenta al più tardi nel 2022: è quanto propone il governo cantonale bernese nel suo controprogetto all'iniziativa denominata "Mühleberg vom Netz", che chiede invece la disattivazione immediata dell'impianto. La consigliera di stato Barbara Egger-Jenzer (PS) ha ribadito oggi nel corso di una conferenza stampa che la chiusura immediata della centrale esporrebbe il cantone "a enormi rischi finanziari". L'uscita dal nucleare, secondo il governo, dovrà quindi avvenire in modo ordinato e d'intesa con il gestore di Mühleberg, il gruppo BKW, in cui il cantone detiene peraltro una partecipazione maggioritaria. L'esecutivo bernese aveva formulato considerazioni analoghe già nello scorso ottobre, preannunciando l'elaborazione di un controprogetto all'iniziativa, che è ora stato inviato in procedura di consultazione. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha intanto dato risposta alle critiche formulate a febbraio da Greenpeace, secondo cui la diga del Wohlensee, che si trova a monte della centrale di Mühleberg, non può essere considerata sicura in caso di terremoto, perlomeno secondo le conclusioni di due perizie commissionate dalla stessa organizzazione ecologista. Secondo l'UFE, invece, il bacino del Wohlensee soddisfa tutte le esigenze di sicurezza sismica. ATS
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