
Le centrali nucleari hanno una speranza di vita. La hanno anche quelle svizzere. Sul nostro territorio ce ne sono 3, con 4 reattori. Gösgen, Leibstadt, Beznau I e Beznau II. Quella di Mühleberg non è più produttiva ed è in fase di smantellamento. Beznau sarà attiva fino al 2033, Gösgen fino al 2039, mentre Leibstadt, la più giovane, fino al 2044. Queste ultime due, però, possono tecnicamente funzionare per altri 20 anni supplementari. Questa è la conclusione del Consiglio Federale dopo un’analisti approfondita. Ma cosa significa? Lo abbiamo chiesto al direttore dell'Istituto di ingegneria meccanica e tecnologia dei materiali della SUPSI Maurizio Barbato: «Le centrali continueranno a produrre come hanno prodotto fino ad oggi. Quello che bisogna valutare è che lo stato di sicurezza di tutte le apparecchiature e dei sistemi della centrale siano adatti per un periodo così esteso».
La salute della centrale
Stato di sicurezza che determina poi la speranza di vita della centrale. Normalmente, ci dice Barbato, gli impianti possono durare tra i 40 e i 60 anni. Periodo, però, prolungabile. «La durata di vita può essere prolungata una volta verificato lo stato di salute della centrale stessa, ovvero tutti i materiali irradiati e tutti i materiali che fanno funzionare la centrale al di fuori del reattore«, dice Barbato. »Ci sono verifiche periodiche decennali e verifiche periodiche più frequenti interne. Ci sono poi degli audit specifici in cui vengono prescritte delle soluzioni da operare in funzione del possibile prolungamento della centrale».
Anche redditizie
Il Governo reputa, nel suo rapporto, tecnicamente possibile il prolungamento di queste due centrali, ma anche redditizio: «Le centrali nucleari costano tanto, costruirle costano tantissimo. Se le centrali producono a lungo, il prezzo dell’investimento deve essere restituito: il ritorno dell’investimento. Prolungare la vita di una centrale, anche se ha un costo, abbatte parte dell’investimento iniziale. Costruire una nuova centrale costerebbe moltissimo e forse non sarebbe conveniente, mentre prolungare quelle esistenti significa avere elettricità a prezzi competitivi e convenienti», ci spiega Barbato. Ad oggi, la costruzione di una nuova centrale è vietata. Il mantenimento degli attuali impianti, insieme al potenziamento delle rinnovabili, ribadisce l’Esecutivo, può ridurre la dipendenza dalle importazioni in inverno. Un’analisi più puntuale sarà sviluppata nelle ‘Prospettive energetiche 2060’.

