
Il 1° agosto è alle porte e con esso la Festa nazionale, che commemora la fondazione della Confederazione Svizzera nel 1291, quando i Cantoni originari di Uri, Svitto e Untervaldo firmarono lo storico Patto federale. Dall'edizione speciale del 1° agosto del Barometro della coesione in Svizzera di Feldschlösschen, pubblicato oggi dall'istituto di ricerca Sotomo, emerge che se si chiede alla popolazione quando, a suo avviso, sia nato lo Stato nazionale, il 52% cita il 1848, anno di fondazione dello Stato federale moderno con la sua prima Costituzione democratica. Solo un quinto (21%) individua il momento della fondazione nel 1291. Ciò è il caso soprattutto per la Svizzera tedesca, dove il 58% degli interrogati ha fatto riferimento al 1848, e solamente il 18% al 1291. Nella Svizzera italiana le quote scendono rispettivamente al 40 e al 30%, e in Romandia rispettivamente al 35 e al 29%.
Le differenze
Le regioni linguistiche attribuiscono evidentemente un'importanza diversa ai punti di riferimento storici del 1291 e del 1848. Sussistono anche differenze in base all'età: mentre tra gli ultrasessantacinquenni ha citato il 1848 il 59% degli interpellati, nella fascia dei 18-35 anni sono stati solo il 43%. La generazione più giovane è inoltre quella che, oltre al 1291 e al 1848, indica più spesso un altro anno di fondazione (29%).
La figura di Guglielmo Tell
Il rapporto distaccato nei confronti del momento della fondazione si manifesta anche nei confronti di una figura simbolica centrale: Guglielmo Tell. Quest'ultimo è strettamente legato ai racconti sulla fondazione della Svizzera e viene rappresentato in molti luoghi in occasione della Festa federale. Per la maggioranza degli elvetici, Tell è innanzitutto una figura leggendaria, sia come personaggio della tradizione popolare (37%), sia come personaggio tratto da un dramma di Friedrich Schiller (28%). Solo poco più di un quarto (27%) vede in lui il combattente per la libertà contro gli Asburgo e appena il 5% il fondatore della Confederazione. A livello regionale si nota che nella Svizzera latina Tell è considerato un po' più spesso un combattente per la libertà (31% sia in Romandia che in Ticino) rispetto alla Svizzera tedesca (25%), dove viene associato maggiormente al dramma di Schiller (33% contro, rispettivamente, il 16% e il 14% nella Svizzera francese e italiana).
Il conflitto
Guardando alla storia, sorge spontanea anche la domanda sul perché la Svizzera sia stata risparmiata durante la Seconda guerra mondiale. La popolazione giunge a una risposta piuttosto unanime: come motivo principale, il 56% indica il fatto che la Germania nazista utilizzò la Svizzera come centro finanziario neutrale. Vengono citati spesso anche la collaborazione e l'adeguamento al regime nazista (36%), l'abilità diplomatica (34%) e l'importanza strategica dell'asse del San Gottardo (31%). È interessante notare quali motivazioni risultino meno convincenti per la popolazione. Solo il 22% cita il «Reduit», la strategia di difesa alpina del generale Guisan, spesso considerata simbolo della volontà di resistenza, come motivo importante. Altrettanto pochi sono convinti che la neutralità sia stata il fattore protettivo decisivo (23%).

