
Lo scorso luglio il Partito socialista svizzero (PSS) aveva annunciato la nuova campagna "pro naturalizzazioni", con la quale si voleva incoraggiare i possessori di permessi B a naturalizzarsi, sottolineando come a partire dal 2018 solo i possessori del permesso C potranno ottenere il passaporto rossocrociato. Il prossimo 12 febbraio, inoltre, si voterà sulla naturalizzazione agevolata per gli starnieri di terza generazione, fortemente sostenuta dalla sinistra nazionale.
Inutile ricordare che le naturalizzazioni agevolate avevano fatto letteralmente insorgere la destra nazionale e ticinese, tanto da spingerla ad accusare il PSS di fare campagna “per tentare di tamponare un’emorragia di voti”, come dichiarato anche dall’ex consigliere nazionale UDC Christoph Mörgeli sulla colonne della “Weltwoche” a proposito dell'imminente votazione sulle naturalizzazioni agevolate.
Alle nostre latitudini il presidente dell’UDC Piero Marchesi si era mostrato scettico nei confronti di questa strategia: "Moltissimi naturalizzati hanno spesso posizioni neo-conservatrici, non credo che i socialisti riusciranno a guadagnarci molto", aveva affermato al nostro portale.
Della questione – a poche settimane dalla votazione sulle naturalizzazioni agevolate - si è infine occupato il professor Oliver Strijbis, titolare di una cattedra all’Università Carlos III di Madrid. I risultati pubblicati dal professore sul blog di politologia “50plus1” e ripreso dal "Tages Anzeiger" sembrano dar ragione alla destra.
Gli stranieri di terza generazione hanno una posizione politica simile a quella dei loro coetanei svizzeri. Tradotto in parole povere, la maggioranza di loro vota centro-destra. La maggioranza degli interpellati ha espresso simpatie per partiti come il PLR, il PPD FDP, Verdi liberali o Partito borghese-democratico.
Parità invece per le simpatie espresse per la sinistra (PS e Verdi) e per la destra (UDC, Lega e Unione democratica federale).
Il professor Strijbis si è basato su un sondaggio del 2015 che ha visto coinvolti anche dei giovani stranieri di terza generazione (quindi con almeno un nonno straniero). Lo studio ha infine evidenziato come i genitori e i nonni di questi giovani, invece, siano più propensi a votare partiti di sinistra.
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