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Svizzera
Gli infermieri lanciano un'iniziativa
Gli infermieri lanciano un'iniziativa
Gli infermieri lanciano un'iniziativa
Redazione
10 anni fa
L'Associazione svizzera degli infermieri intende così far fronte alla penuria di personale qualificato

Nella giornata odierna, l’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri (ASI) ha lanciato l’iniziativa popolare “Per cure infermieristiche forti”. Il suo obiettivo è ovviare alla penuria di personale qualificato. L’iniziativa chiede che Cantoni e Confederazione provvedano a investire nel settore della formazione, a migliorare le condizioni di lavoro e riconoscano legalmente l’autonomia del personale infermieristico.

La penuria di personale qualificato nell’ambito delle cure, secondo l'ASI, è seria: "L’aumento degli oneri burocratici nella pratica quotidiana riduce il tempo dedicato alla cura dei pazienti. Questo ne mette a rischio la sicurezza ed è fonte di stress e burnout per i curanti, molti dei quali abbandonano la professione. Nelle case per anziani, nel settore ambulatoriale e negli ospedali manca il personale qualificato."

Una situazione che rischierà di acuirsi: "Il numero sempre maggiore di persone affette da malattie croniche porterà a un aumento delle richieste di assistenza - scrive l'associazione di settore - Oggi si forma meno della metà del personale infermieristico necessario per soddisfare i bisogni futuri. Considerando tutti i livelli di formazione la percentuale raggiunge a stento il 56 percento. Le ripercussioni sulla sicurezza dei pazienti sono catastrofiche: è scientificamente provato che un effettivo insufficiente di infermiere e infermieri diplomati comporta l’aumento di complicazioni e della mortalità. Le infermiere e gli infermieri non stanno certo a guardare questo peggioramento, reso ancora più grave dalle pressioni economiche."

Tramite l’iniziativa popolare, SBKASI, con i suoi circa 25'000 membri, chiede investimenti concreti per migliori condizioni quadro nel settore delle cure. Secondo gli iniziativisti, "ciò potrà permettere di aumentare l’attrattività di queste professioni fra i giovani e un maggior interesse a proseguire gli studi e conseguire un diploma. Inoltre, grazie a buone condizioni di lavoro, il personale diplomato resterà più a lungo attivo o riprenderà più facilmente l’esercizio della professione."

Helena Zaugg, presidente dell’ASI, tiene a precisare. “E'assolutamente necessario aumentare gli stipendi per chi sta seguendo una formazione. Conseguire un titolo di studio deve offrire vantaggi finanziari. E occorrono condizioni di lavoro adeguate a una professione prevalentemente femminile.” L'obiettivo è di rendere più attrattiva la professione infermieristica e fidelizzare il personale il più a lungo possibile. Inoltre si vorrebbe vedere riconosciuta legalmente la responsabilità delle infermiere e degli infermieri, una realtà ormai da tempo consolidata nella pratica quotidiana. “Non è possibile che le infermiere abbiano bisogno di una prescrizione medica per mettere le calze elastiche o assistere i pazienti nell’igiene personale affinché queste loro prestazioni siano pagate!” afferma Helena Zaugg. 

L’ASI ritiene che il Consiglio federale abbia perso l’occasione per dare un’importante svolta in questo settore con la bocciatura, un anno fa, dell’iniziativa parlamentare per il riconoscimento legale della responsabilità delle infermiere: "Finora politici e autorità competenti hanno ignorato i campanelli d’allarme da parte delle associazioni professionali. Ora i professionisti delle cure in Svizzera hanno bisogno del sostegno dei cittadini per poter continuare a garantire un’assistenza di qualità anche in futuro."

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