
A seguito della sesta tornata negoziale sul Contratto nazionale mantello 2023+, la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori, insieme alle sezioni interessate, ha deciso di reagire agli scioperi con cui Unia e Syna “stanno disturbando le attività di cantiere”. Nei prossimi giorni, viene spiegato in un comunicato, la Ssic presenterà una denuncia a Ginevra per violazione della pace del lavoro nel Cantone, dove i sindacati invocano esplicitamente due giorni di sciopero. Il Tribunale esaminerà in che misura i sindacati Unia, Syna e Sit hanno violato l'obbligo di mantenere la pace.
“Segnali irritanti”
La Ssic si dice rammaricata di essere costretta a farlo. Con gli scioperi i sindacati “stanno inviando segnali irritanti che rendono difficile capire se sono davvero interessati a un contratto”. La Società “continua a impegnarsi con grande determinazione per un nuovo contratto nazionale mantello, che può essere raggiunto solo attraverso negoziati costruttivi”.
"C'è davvero interesse per il contratto nazionale mantello?"
In occasione dell'ultima tornata negoziale sul Contratto nazionale mantello 2023+, tenutasi venerdì 21 ottobre 2022, la Ssic ha chiaramente invitato i sindacati a revocare gli scioperi e le azioni di disturbo a Ginevra e in altre regioni. Nel corso della trattativa, la Società ha espresso la propria incomprensione per la mobilitazione sindacale in corso in tutto il Paese. “Chi è realmente interessato a un nuovo contratto e non vuole uno stato di vuoto contrattuale non viola deliberatamente e intenzionalmente le disposizioni contrattuali in vigore”. Le visite ai cantieri durante l'orario di lavoro, le inchieste nonché le proteste e gli scioperi in Ticino, nella Svizzera romanda e nella Svizzera tedesca “sono violazioni dell'obbligo assoluto di mantenere la pace concordata contrattualmente dalle parti sociali”.
"I sindacati nuocciono ai lavoratori"
La Ssic fa appello a Unia e Syna a Ginevra ma anche a livello nazionale, in quanto partner negoziali, affinché “si assumano le proprie responsabilità nei confronti dei loro membri”. Con gli appelli alle proteste e agli scioperi “stanno facendo il contrario e minano il valore del Cnm”.

