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Gli editori chiedono di aumentare gli aiuti indiretti alla stampa svizzera
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
2 anni fa
Secondo Schweizer Medien, Medias Suisses e Stampa Svizzera, senza ulteriori finanziamenti i giornali saranno costretti a chiudere.

Dopo i tagli occupazionali annunciati da Tamedia, le associazioni degli editori svizzeri chiedono di aumentare gli aiuti indiretti alla carta stampata. Sarebbe a loro avviso l'unico modo per mantenere l'offerta giornalistica dei media privati che da tempo subiscono una forte pressione. I ricavi sono in calo, mentre i costi aumentano e gli investimenti sono elevati. Si rende perciò necessaria una drastica riduzione dell'offerta giornalistica, indicano in una nota congiunta le associazioni degli editori Schweizer Medien, Medias Suisses e Stampa Svizzera. Già nel 2023, i quattro principali gruppi editoriali (Tamedia, Ringier, NZZ e CH Media) hanno tagliato 300 posti di lavoro, e a questa cifra si aggiungono i 290 posti a tempo pieno soppressi da Tamedia.

Aumentare a 45 milioni di franchi

Questo sviluppo sta colpendo anche i giornali locali e regionali più piccoli. Gli editori avvertono che, senza ulteriori finanziamenti, i giornali saranno costretti a chiudere. Le tre associazioni chiedono perciò al Consiglio nazionale di aumentare, nel corso della sessione autunnale, gli attuali aiuti indiretti alla stampa a 45 milioni di franchi. Aiuti accordati sotto forma di tariffe postali ridotte per la consegna dei giornali: uno strumento che ha dimostrato la sua validità fin dal 1849. L'aumento, giudicato dagli editori urgentemente necessario, fornirebbe un sostegno mirato ai 150 quotidiani e settimanali ancora pubblicati in Svizzera.