
I legali di UBS passano al contrattacco e accusano Washington di ignorare il diritto e la sovranità elvetica. In risposta alla denuncia civile inoltrata giovedì scorso dal fisco americano davanti a un tribunale di Miami, in Florida, gli avvocati della principale banca elvetica criticano le autorità americane che costringerebbero i dipendenti di UBS a "violare il codice penale svizzero" e li esporrebbero "a pene di prigione considerevoli, multe e altre penalità".Le autorità fiscali americane avevano infatti chiesto informazioni su 52'000 clienti in possesso di conti segreti. Secondo i legali di UBS, l'IRS (fisco statunitense) ha domandato alla banca svizzera notizie di cui gli stessi funzionari USA avevano garantito la confidenzialità, ha dichiarato oggi all'ATS il portavoce dell'UBS, Serge Steiner. "Si tratta di un comportamento che contravviene all'accordo Qualified Intermediary (IQ)": prevede che le persone assoggettate al fisco USA siano tenute a fornire informazioni sui loro titoli americani.Mercoledì scorso, UBS aveva concluso un accordo con il ministero americano della giustizia. Per evitare l'apertura di un procedimento penale dalle "conseguenze drammatiche", l'istituto aveva fornito i dati di 300 suoi clienti e pagherà 780 milioni di dollari di multa (913 milioni di franchi). Intanto, sotto pressione a causa della vertenza fiscale negli Stati Uniti, il titolo UBS ha toccato nel primo pomeriggio il minimo storico di 10 franchi. Verso le 14:00, il maggior gestore patrimoniale al mondo era in calo del 7,27% a 10,2 franchi. In forte flessione anche CS Group (-4,66%) a 26,2 franchi.°ATS
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