
In futuro, chiunque causi intenzionalmente la morte di una persona non deve godere delle prestazioni in capitale spettanti alla vittima erogate da un istituto di libero passaggio o dalla cassa pensione. È quanto prevede una modifica di ordinanza approvata oggi dal Consiglio federale e posta in consultazione fino al 20 di marzo.
Con questo cambiamento, tali istituti dovrebbero avere la possibilità di ridurre se non rifiutare una prestazione. Tale cambiamento di legge risponde a una richiesta del parlamento. Tale possibilità esiste già nella previdenza professionale obbligatoria.
Il Consiglio federale attua un altro mandato parlamentare consentendo alle casse pensioni di investire in infrastrutture. Una modifica riguarda il tasso d'interesse tecnico per il calcolo delle prestazioni in entrata e in uscita per i piani assicurativi a prestazione definita. Si tratta attualmente del 2,5-4,5%, il che, secondo il Consiglio federale, è troppo elevato e comporta perdite per le casse pensioni. La nuova fascia di oscillazione è 1-4,5%.
Anche le regole per la ripartizione delle rendite in caso di divorzio dopo l'età pensionabile devono essere adeguate. Infine, il Consiglio federale propone di adeguare la quota di contributi che deve essere messa a disposizione per le prestazioni in caso di decesso e d'invalidità.
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