
In Svizzera i pensionati se la cavano meglio con il denaro di altre classi di età; sono più contenti e si lamentano raramente, ad eccezione di coloro che dispongono soltanto dell'AVS. È quanto emerge da uno studio sulla povertà delle persone anziane in Svizzera, pubblicato dall'Ufficio federale di statistica (UST). Sette abitanti su dieci che sono in pensione mostrano un alto grado di soddisfazione della propria situazione finanziaria, mentre nella classe di età 18-64 anni soltanto 5 si dicono contenti. Il pensionato dispone di un reddito più modesto rispetto a chi si trova in età di lavoro, ragione per cui il tasso di povertà o il rischio di povertà è maggiore. Spende tuttavia di meno, e siccome in genere dispone di un patrimonio, se la cava meglio finanziariamente e si dice più soddisfatto delle altre categorie di persone. Inoltre, conclude lo studio, il bisogno di beni durevoli diminuisce, l'anziano ha un tasso di privazioni molto al di sotto della media e si deduce che se rinuncia a qualche acquisto non lo fa per motivi finanziari. Questa interpretazione, afferma ancora il rapporto, è corroborata dal fatto che gli anziani rinunciano più raramente - per mancanza di mezzi finanziari - a cure necessarie, mentre si lamentano più sovente delle proprie condizioni di salute. Tuttavia, si avverte, non può essere tratta alcuna conclusione definitiva, in quanto non è chiaro se i beni di consumo presi in considerazione sono effettivamente adeguati a rilevare le privazioni cui si sottopongono i pensionati. La maggior parte di essi dichiara che il reddito permette di coprire il fabbisogno quotidiano. In caso contrario compensano con il patrimonio (in un caso su cinque tale patrimonio non supera di 10 mila franchi).
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