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Settore alberghiero
Gli alberghi dicono addio alle clausole di parità tariffaria
© Shutterstock
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Ginevra Benzi
4 anni fa
Dal 1° dicembre le aziende alberghiere possono impostare liberamente la propria tariffa e i propri prezzi. La nuova normativa è stata decisa dal Consiglio federale e vieta l’utilizzo della clausole di parità tariffaria.

Hotel maggiormente competitivi e senza vincoli sui prezzi. È questa la novità che interesserà il settore alberghiero, decisa oggi dal Consiglio federale e che entrerà in vigore il 1° dicembre. Una scelta, quella di Berna, che consentirà agli alberghi di impostare liberamente la propria offerta e i propri prezzi grazie all’apposita modifica della Legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI). Modifica che, di fatto, introduce la nuova normativa che vieta l’uso delle clausole di parità tariffaria in materia di prezzi, di disponibilità e di condizioni nei contratti tra le aziende alberghiere e le piattaforme di prenotazione online.

Obiettivo

Lo scopo di questa normativa è permettere agli alberghi di fissare i propri prezzi e impostare la propria offerta senza restrizioni. Il divieto relativo alle clausole consente loro di promuovere la vendita diretta attraverso i propri siti internet, rendendoli di conseguenza più competitivi. Secondo il nuovo articolo LCSI “agisce slealmente chiunque – in qualità di gestore di una piattaforma online – utilizza condizioni commerciali generali che limitano direttamente o indirettamente la fissazione dei prezzi e dell’offerta da parte delle aziende alberghiere tramite clausole di parità, in particolare in relazione alle tariffe, alla disponibilità e alle condizioni applicate”.