Cerca e trova immobili
Svizzera
Gli agricoltori vogliono riversare il caro-carburante sui prezzi dei prodotti
© CdT / Gabriele Putzu
© CdT / Gabriele Putzu
Redazione
2 ore fa
Dopo che il diesel ha fatto segnare il record assoluto andando a superare i 2,40 franchi al litro, i margini di guadagno per il settore agricolo si sono ulteriormente ridotti. La Confederazione non ritiene tuttavia necessario adottare ulteriori misure di sostegno.

Per gli agricoltori svizzeri è un vero e proprio grattacapo. Stiamo parlando del prezzo del diesel, che ieri ha fatto segnare il record assoluto andando a superare i 2,40 franchi al litro. Di fronte all'aumento dei prezzi del carburante, infatti, gli agricoltori vorrebbero poter scaricare i costi aggiuntivi direttamente sul prezzo dei loro prodotti. Ed è qui che la questione si fa spinosa. «Il prezzo del gasolio fa parte del rischio d'impresa; non possiamo scaricarlo sul cliente», spiega Markus Lüscher, agricoltore di Berna che ha deciso di raccontare la propria situazione al Blick. Un problema non indifferente per Lüscher. Già, perché se per i cetrioli, le patate e le barbabietole da zucchero che consegna viene pagato un prezzo fisso, deve però sostenere un supplemento legato al gasolio. Ecco perché vorrebbe che questi costi aggiuntivi andassero a ricadere sugli acquirenti dei suoi prodotti. «Non è colpa nostra se scoppia una guerra. Non è un nostro problema. Dobbiamo comunque garantire l'approvvigionamento alimentare a livello nazionale», osserva.

Una visione comune

Quella di Lüscher non è una voce fuori dal coro e nel settore sono in diversi a pensarla come lui. Alcune associazioni agricole hanno infatti formulato richieste simili a quelle dell'agricoltore bernese. «Il nostro obiettivo è consentire alle aziende agricole di trasferire l'aumento dei costi di produzione sui prezzi dei loro prodotti», spiega per esempio l'Unione degli agricoltori.

Di fronte a una situazione delicata, in effetti, in altre parti del mondo si è deciso di intervenire a favore degli agricoltori. In Francia, per esempio, lo Stato ha deciso di sospendere temporaneamente la tassa sul gasolio agricolo, abbassandone così il prezzo. Markus Lüscher spera che anche la Svizzera adotti misure simili. «Anche qui, nell'interesse della sicurezza alimentare e dell'approvvigionamento del Paese, si dovrebbe prendere in considerazione una riduzione del prezzo del diesel».

Va anche detto che in Svizzera gli agricoltori possono richiedere il rimborso dell'imposta sugli oli minerali in ragione del fatto che i loro veicoli sono meno utilizzati sulle strade. Questo sistema consente un rimborso alle aziende agricole compreso tra 60 e 70 milioni di franchi all'anno.

«Al momento non servono nuove misure»

Se Lüscher auspica dunque un maggiore sostegno da parte dello Stato, non è dello stesso avviso l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) che, al momento,  non ritiene necessario adottare ulteriori misure. «L'UFAG sta monitorando attentamente la situazione e l'evoluzione dei fattori di produzione agricola, di cui fanno parte anche i carburanti». Anche l'Ufficio federale dell'agricoltura stima poi che il caro-carburante potrebbe ripercuotersi sui prezzi al consumo.

Ristretti margini di manovra

Secondo Markus Lüscher, le aziende agricole hanno ormai ben poco margine per realizzare ulteriori risparmi. «Abbiamo già ridotto tutti i costi al minimo indispensabile. Utilizziamo pompe molto efficienti e a basso consumo energetico, e i nostri trattori di grandi dimensioni sono tutti tecnologicamente all’avanguardia».

Per quanto riguarda i trattori elettrici, secondo l’Unione degli agricoltori non costituiscono ancora una vera alternativa al diesel: «Esistono già alcuni modelli elettrici, ma le loro prestazioni restano limitate». La Confederazione ha tuttavia tentato di sostenere finanziariamente il loro acquisto, ma questo aiuto ha suscitato scarso interesse tra gli agricoltori.