
Gli affitti in aumento gravano «pesantemente» su numerose famiglie. Lo indica l'ultimo sondaggio dell'Associazione svizzera degli inquilini (ASI), in cui si precisa che la situazione sul mercato immobiliare è ormai tesa sia nelle aree urbane che rurali nonché in tutte le regioni linguistiche.
Stando al sondaggio condotto su 34'441 persone, quasi il 40% ha dichiarato di spendere più del 30% del proprio reddito familiare per l'affitto. Ciò supera le raccomandazioni di Caritas e rappresenta per molti un rischio di povertà, ha indicato oggi l'ASI in una conferenza stampa a Berna.
Circa una persona su venti destina addirittura più della metà del proprio reddito per i costi abitativi. «Tali risultati sono allarmanti», ha dichiarato il presidente dell'ASI e consigliere agli Stati Carlo Sommaruga (PS/GE).
Questa situazione critica riguarda ormai tutta la Svizzera. Secondo l'ASI, «occorre abbandonare l'idea che la crisi abitativa interessi solo le grandi città. È invece una realtà nazionale».
Paura di una disdetta
Circa il 70% degli intervistati ha inoltre riferito di avere problemi con il proprio proprietario. Tuttavia, la maggior parte degli inquilini non reagisce per timore di compromettere il rapporto. «Così quasi la metà non ha richiesto una riduzione dell'affitto nonostante la diminuzione del tasso di interesse di riferimento», ha osservato l'ASI.
Tre quarti degli interpellati al momento non sono alla ricerca di un'abitazione. Tuttavia, più di due terzi hanno percepito come «difficile» l'ultima ricerca. Le differenze tra regioni linguistiche, tipi di area e cantoni sono minime. Stando agli intervistati, il reperimento di un alloggio è particolarmente arduo nei cantoni di Ginevra e Ticino.
Quasi un quarto degli interpellati ha inoltre dichiarato di temere una disdetta da parte del proprietario entro i prossimi due anni. Il motivo più frequentemente indicato è la ristrutturazione dell'immobile. Anche in questo caso, la paura da parte degli inquilini di far valere i propri diritti gioca un ruolo determinante.
Iniziativa sulle pigioni
Solo un terzo degli intervistati ha affermato di non avere problemi con il proprio proprietario. Le difficoltà maggiormente menzionate riguardano le riparazioni e la manutenzione, nonché i difetti dell'oggetto in affitto. Secondo Sommaruga, la sfida rimane quindi quella di informare gli inquilini sui loro diritti, per diminuire i loro timori.
Con la sua Iniziativa popolare «Sì alla protezione contro pigioni abusive (Iniziativa sulle pigioni)», lanciata nel mese di maggio 2025, l'ASI vuole che gli affitti siano rivisti automaticamente e regolarmente e, se necessario, adeguati, ponendo fine a un sistema che fa ricadere la responsabilità sugli inquilini individualmente. «In questo contesto e di fronte a questa grave situazione sociale, l'iniziativa sulle pigioni è una risposta appropriata», ha rilevato ancora Sommaruga.
Il sondaggio, commissionato dall'ASI, è stato condotto dall'istituto di ricerca Sotomo tra il 21 gennaio e il 3 marzo.

