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Gli accordi con l'Ue «dovrebbero essere sottoposti a doppia maggioranza»
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Ats
9 ore fa
La Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale sostiene un'iniziativa degli Stati che prevede la doppia maggioranza di popolo e Cantoni

Il pacchetto di accordi Svizzera-UE deve essere ancorato nella Costituzione tramite una disposizione transitoria. La Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale sostiene un'iniziativa degli Stati che prevede la doppia maggioranza di popolo e Cantoni. La commissione ha sostenuto l'iniziativa con 15 voti contro 10, indicano oggi in una nota i servizi del Parlamento. Sottoporre il pacchetto al popolo e ai Cantoni «si giustifica per l'enorme importanza» e il suo «carattere costituzionale».

Tuttavia, la commissione ritiene che «la via più semplice sarebbe quella del referendum obbligatorio sui generis», come avvenuto nel 1992 per la votazione sullo Spazio economico europeo. Con 16 voti contro 9, chiede pertanto all'omologa commissione degli Stati di approfondire ulteriormente questa soluzione.

Una minoranza della commissione si oppone all'iniziativa. A suo avviso, una modifica costituzionale non consentirebbe di sottoporre a votazione in un unico pacchetto gli accordi e le leggi di attuazione. Ciò metterebbe in pericolo i compromessi interni, ad esempio in materia di protezione dei salari, e quindi i Bilaterali III nel loro insieme.

Eliminare le incertezze

L'iniziativa mira a eliminare le incertezze riguardo alla costituzionalità delle modifiche dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Infatti, per l'omologa commissione del Consiglio degli Stati, esiste una contraddizione tra l'estensione della libera circolazione e l'articolo della Costituzione federale relativo alla gestione autonoma dell'immigrazione. La nuova disposizione transitoria autorizza l'approvazione del pacchetto di accordi nonostante le norme costituzionali sulla limitazione dell'immigrazione. Pone pure fine alla discussione sulla necessità o meno della doppia maggioranza di popolo e Cantoni.

Il testo indica inoltre che, in caso di contraddizione tra il pacchetto di accordi da una parte e la Costituzione o una legge federale dall'altra, il Tribunale federale deve applicare il diritto svizzero quando il legislatore si è consapevolmente discostato da tali accordi. Il margine di manovra deve essere sufficiente a livello nazionale per poter, se necessario, agire in tal senso e assumersi le conseguenze sul piano del diritto internazionale.

Pareri di professori di diritto

La commissione del Consiglio degli Stati ha seguito il parere di Stefan G. Schmid, professore di diritto costituzionale all'Università di San Gallo, ascoltato a fine marzo. L'esperto aveva messo in risalto il conflitto costituzionale a causa dell'estensione della libera circolazione delle persone che crea nuovi diritti di soggiorno.

Mentre il Consiglio federale invoca un impatto quantitativo ridotto, un altro esperto, Andreas Glaser, professore di diritto pubblico e diritto amministrativo all'Università di Zurigo, aveva risposto che non è il numero che conta, ma la capacità giuridica di controllo. La proposta di disposizione transitoria è «una soluzione giuridicamente possibile, ma politicamente delicata», secondo il professor Schmid.