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Svizzera
Giuseppe Rauseo eletto Presidente delle ACLI
Giuseppe Rauseo eletto Presidente delle ACLI
Giuseppe Rauseo eletto Presidente delle ACLI
Redazione
10 anni fa

In occasione del XII Congresso Nazionale ACLI Svizzera svoltosi all’Istituto Elvetico di Lugano, è stato eletto il nuovo Presidente nazionale dell’associazione nella persona di Giuseppe Rauseo, di Lugano, già vicepresidente nazionale e consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli italiani all’estero).

Al saluto di benvenuto del sindaco di Lugano, Marco Borradori, hanno fatto seguito gli interventi del vicepresidente del Consiglio di Stato, Manuele Bertoli, del Console Generale d’Italia, Marcello Fondi, il Presidente del COMITES del Ticino, Silvio Di Giulio, i parlamentari italiani eletti all’estero Tacconi e Farina, il Segretario Generale CGIE Michele Schiavone con i consiglieri CGIE Paolo Da Costa e Maria Bernasconi e, per la Federazione delle Colonie Libere, Paolo Tebaldi.

Significativi gli interventi di Renato Ricciardi, Segretario cantonale dell’OCST, di Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse, di Selina Tribbia del sindacato SYNA e di Nicoletta Mariolini, Delegata federale al plurilinguismo. Importante il contributo del presidente delle ACLI italiane, Roberto Rossini, e di diversi altri dirigenti ACLI venuti dall’Italia e da altri Paesi europei, tra cui Matteo Bracciali, Presidente del Congresso.

Mons. Valerio Lazzeri, Vescovo di Lugano, ha celebrato la Santa Messa e rivolto ai congressisti un caloroso saluto con gli auguri per il compito che attende ancora le ACLI in Svizzera.

Nella sua realzione, il Presidente uscente Franco Plutino, ha invitato i presenti a guardare al futuro con speranza: "vivere i cambiamenti che stiamo attraversando per le ACLI significa continuare una missione educativa e un impegno sociale e politico che promuova la persona, il lavoro e la partecipazione democratica, scuotendoci dall’indifferenza davanti alle ingiustizie sociali, alla diffusione dei conflitti in varie parti del mondo, al clima di violenza e di odio che sembra aumentare in ogni settore, all’inversione di rotta del processo di unione europea, alla devastazione di risorse e di aree del pianeta".

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