
Giugno negativo per i negozi svizzeri, che hanno visto le vendite calare, confermando una tendenza rilevata anche in maggio e aprile nel confronto mensile: al netto delle variazione stagionali il giro d’affari del commercio al dettaglio è sceso del 3,6% rispetto a maggio.
Su base annua la contrazione - corretta per spurgare gli effetti dei differenti giorni di vendita e festivi - è dello 0,4%, ha indicato l’Ufficio federale di statistica (UST) in una nota odierna. Quelli indicati sono i valori nominali. In termini reali, cioè tenendo conto dell’inflazione, la flessione mensile di giugno si riduce al 3,5%, mentre su base annua viene osservato un fievole incremento dello 0,1%.
-1,4% rispetto al 2020
Escludendo i distributori di benzina (su cui incide il molto volatile prezzo del petrolio) e tenendo conto delle correzioni in base all’effetto dei giorni di vendita e di quelli festivi, in giugno il giro d’affari è diminuito dell’1,4% (-0,5% in termini reali) rispetto allo stesso periodo del 2020.
La vendita di derrate alimentari, bevande e tabacchi ha però registrato una flessione ben più marcata, pari al 4,4% in termini nominali (-2,1% in termini reali). Il comparto non alimentare nel periodo di riferimento ha invece segnato un aumento dell’1,5% (+1,2% in termini reali).
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