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Svizzera
Giro di vite per i rifugiati eritrei? "Non proprio"
Giro di vite per i rifugiati eritrei? "Non proprio"
Giro di vite per i rifugiati eritrei? "Non proprio"
Redazione
10 anni fa
Per il TAF "niente più asilo automatico per aver lasciato illegalmente il Paese". Ma un rimpatrio è improbabile

Dopo le pressioni esercitate negli scorsi mesi dai partiti di centro destra e dalla Commissione della politica estera del Nazionale (vedi articoli suggeriti), Berna ha deciso di rivedere il proprio modus operandi sull’accoglienza dei rifugiati eritrei. La scorsa settimana una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) – definitiva e non contestabile davanti al Tribunale federale – ha dato torto a un rifugiato eritreo e ha modificato la giurisprudenza vigente: gli eritrei non otterranno più l'asilo in Svizzera per il solo fatto di aver lasciato il loro paese illegalmente. In precedenza, infatti, bastava di regola aver lasciato il paese africano illegalmente per ottenere asilo in Svizzera.

In giugno la SEM aveva reso più severi i suoi criteri, ritenendo che la punizione per l'emigrazione illegale non è così rilevante da giustificare lo statuto di rifugiato. Colpiti da questo irrigidimento sono gli eritrei che non hanno "un conto aperto" con il servizio militare, ossia quelli che non sono ancora mai stati reclutati per il Servizio nazionale, oppure sono stati esentati o licenziati da quest'ultimo. Nella sua sentenza il TAF conferma questa prassi riveduta.

Secondo le più recenti cifre della SEM finora 634 eritrei cui è stato rifiutato l'asilo hanno presentato ricorso al TAF o possono ancora farlo non essendo scaduto il termine. Complessivamente l'anno scorso 5'178 eritrei hanno chiesto asilo in Svizzera. Il 42,4 per cento lo ha ottenuto. Aggiungendo gli ammessi temporaneamente la quota raggiunge il 76,6%.

Quello che sulla carta sembra un vero e proprio giro di vite, in realtà, non lo è nella pratica, riferisce la “Basler Zeitung”. Secondo il quotidiano basilese la maggior parte degli eritrei che arriva in Svizzera ha ottime possibilità di restare, sia pure con un'ammissione temporanea (permesso F) e non con lo statuto di asilante. In assenza di “una rete famigliare ed economica e di una possibilità di reintegrarsi nella società”, infatti, un profugo eritreo difficilmente viene rimpatriato, considerato che lo Stato africano è tra i più poveri al mondo.

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