
Inizierà giovedì il processo a carico dell’imam etiope che, in un sermone tenuto il 21 ottobre scorso alla moschea An'Nur di Winterthur (ZH), aveva incitato a uccidere e a denunciare i musulmani non praticanti. L'uomo era stato arrestato insieme ad altri due uomini - pure oggetto di un procedimento penale - il 2 novembre 2016 dopo un blitz della polizia all'interno della moschea, che nel frattempo è stata chiusa (vedi articoli suggeriti).
Il Ministero pubblico zurighese lo aveva rinviato a giudizio lo scorso mese di agosto proponendo una pena di reclusione di un anno e mezzo con la condizionale e l'espulsione dal Paese per un periodo di 15 anni.
Presunti reati sessuali
Resta sempre indagato un altro un ex membro del consiglio di amministrazione dell’associazione An'Nur, accusato dal Ministero pubblico della Confederazione di aver sostenuto lo Stato islamico e di aver avuto rapporti sessuali con almeno due ragazzi minorenni che frequentavano il luogo di culto. Una delle vittime sarebbe una 15enne poi recatasi insieme al fratello 17enne in Siria per unirsi all’ISIS.
I due erano tornati in Svizzera un anno dopo.
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