
Parole come “social” e “streaming” acquisiscono sempre maggiore rilevanza nella vita di tutti i giorni, specialmente in quella dei più giovani. Secondo quanto emerso dallo studio JAMES 2018, condotto da Swisscom e dalla Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), risulterebbe infatti che il 94% dei giovani svizzeri sarebbe iscritto ad almeno un social network, e che circa un terzo dispone di un account su una piattaforma di streaming video (33%) o musicale (35%). Il sondaggio è stato svolto su oltre mille ragazzi provenienti dalle tre grandi regioni linguistiche, con un età tra i 12 e i 19 anni.
Una iperconnessione ottenuta soprattutto grazie all’utilizzo dei telefoni cellulari, posseduto dal 99% degli intervistati, i quali vengono utilizzati mediamente ogni giorno per due ore e mezza, soprattutto per la messaggistica istantanea come Whatsapp, mentre gli SMS continuano a perdere terreno, utilizzati da meno della metà degli intervistati. Le piattaforme più utilizzate in ambito social sono Instagram e Snapchat, mentre Facebook continua a perdere popolarità tra i più giovani: solo il 52% dei giovani possiede un account sulla piattaforma di Zuckerberg. Per lo streaming video il vincitore indiscusso è Netflix, mentre la controparte musicale è rappresentata da Spotify. In ambito videoludico Fortnite la fa da padrone, mentre perdono popolarità i giochi su console.
Un digitalizzazione non priva di rischi, considerato che secondo lo studio risulterebbe che almeno un terzo dei giovani sia stato contattato online da un estraneo con delle richieste sessuali indesiderate. Questo fenomeno colpirebbe in particolare i ragazzi più grandi (18-19 anni), ma riguarderebbe anche i più giovani. Il 42% degli intervistati avrebbe inoltre dichiarato di aver già incontrato di persona un estraneo conosciuto online, mentre il 23% ha rivelato di aver subito delle aggressioni in rete.
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