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Svizzera
Giovani svizzeri passano sempre più tempo su Internet
Redazione
10 anni fa

Rispetto a due anni fa, i giovani svizzeri trascorrono mediamente il 25% di tempo in più su Internet. Lo mette in luce lo studio JAMES 2016, condotto da Swisscom e dalla Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) e reso noto oggi. L'inchiesta, realizzata con cadenza biennale, si basa su un sondaggio che ha coinvolto oltre 1'000 adolescenti fra i 12 e i 19 anni delle tre grandi regioni linguistiche. In confronto al primo studio di questo tipo, svolto nel 2010, il tempo speso sul Web dai giovani svizzeri è aumentato di mezz'ora al giorno. Nel corso della settimana, essi navigano quotidianamente due ore e trenta minuti, mentre durante il week-end questo dato sale a tre ore e quaranta. Praticamente tutti sono dotati di un telefono cellulare - solo l'1% non lo ha -, spesso uno smartphone, che sostituisce sempre di più altri dispositivi come il computer. Il 40% possiede invece un tablet proprio. La tendenza è al ribasso per quanto riguarda telefonate e SMS, mentre applicazioni come WhatsApp riscontrano un successo crescente. Il 97% dei giovani svizzeri comunica infatti mediante questi servizi di messaggistica istantanea. Il 94% degli interpellati è iscritto almeno a un social network, rivela il comunicato. Per la prima volta Instagram (81%) e Snapchat (80%) hanno scalzato Facebook (62%) dalla vetta della classifica dei più utilizzati. I social network non sembrano però togliere spazio ad altri passatempi, fanno notare ZHAW e Swisscom. Lo svolgimento di attività quali incontrarsi fra amici (76%) o praticare regolarmente uno sport (66%) è restato stabile. Il 25% dei ragazzi dichiara di essere già stato contattato online da persone sconosciute con richieste a sfondo sessuale. Il 41% degli intervistati ha già incontrato fisicamente una persona conosciuta in rete. Infine, stando allo studio, i giovani stranieri utilizzano maggiormente la rete rispetto ai loro coetanei nati nella Confederazione. "Ciò è dovuto al fatto che attraverso i social media questi ragazzi riescono a mantenere il contatto con le famiglie e gli amici all'estero", ha affermato nella nota il ricercatore della ZHAW e responsabile dello studio, Daniel Süss.

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