
I Giovani socialisti svizzeri si sono recati ieri a Expo 2015 con l'intenzione di manifestare contro la speculazione alimentare. Ma la loro protesta è durata solo 30 secondi, perché subito sono intervenuti i carabinieri, che li hanno condotti tutti in centrale.
L'episodio è riportato oggi dal Blick. L'attivista della Gioventù Socialista Dario Schai racconta che il gruppetto si era appostato davanti al Padiglione svizzero ed aveva iniziato a distribuire dei volantini per sensibilizzare i visitatori sulla speculazione alimentare. Ma il personale del padiglione se n'è accorto ed ha subito cercato di interrompere la distribuzione. "Siamo molto stupiti del fatto che non si possano esprimere opinioni critiche davanti al padiglione svizzero" commenta Schai, secondo cui probabilmente la Svizzera vuole mostrare solo il meglio di sé e quindi non accetta contestazioni.
Il personale del padiglione ha subito chiamato gli agenti di sicurezza e poco dopo sono giunti in loco anche i carabinieri, che hanno portato tutti i giovani socialisti svizzeri in centrale per dei controlli. Schai racconta che il gruppetto, nel quale figuravano pure alcuni ticinesi, è rimasto bloccato in centrale per circa un'ora.
"Il contrasto tra la retorica e la realtà non potrebbe essere più grande" commenta il giovane socialista. "Mentre la Svizzera festeggia con 15 milioni di franchi delle imposte dei cittadini e con un padiglione finanziato dalla Nestlé, le società svizzere continuano come prima a speculare sul cibo aggravando così il problema della fame nel mondo."
Le foto della (brevissima) manifestazione sono nella gallery (fonte Gioventù Socialista)
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