Cerca e trova immobili
Svizzera
Giovane cerca lavoro: "200 franchi per sesso sadomaso"
Giovane cerca lavoro: "200 franchi per sesso sadomaso"
Giovane cerca lavoro: "200 franchi per sesso sadomaso"
Redazione
7 anni fa
Un presunto datore di lavoro ha chiesto prestazioni sessuali a una 23enne disoccupata, i cui dati erano reperibili sul portale della Seco

Pensava di ricevere una seria offerta di lavoro, invece una 23enne bernese ha dovuto fare i conti con richieste di prestazioni sessuali.

La giovane, di professione giardiniera e disoccupata, una sera di dicembre è stata tempestata di messaggi da parte di un uomo che diceva di lavorare per un’agenzia di collocamento di Thun. Il tenore dei contenuti è alquanto ambiguo: le vengono offerti 200 franchi all’ora per praticare sesso sadomaso. La ragazza rifiuta e invita l’uomo a non scriverle più, ma lui per tutta la sera continua a farle proposte indecenti. “Sembri essere una donna dominante. Ti posso pagare vestiti in pelle”. La chat arriva a contare ben 16 pagine.

Il giorno dopo la 23enne decide di recarsi in polizia e denunciare l’uomo per molestie sessuali. Due mesi dopo riceve la conferma che il 39enne è stato multato e dovrà pagare 1'200 franchi, più altri 300 franchi per le spese. Una condanna che la ragazza giudica “troppo lieve e ingiusta” visto che non verrà iscritta sul casellario giudiziale.

Ma come è possibile che il 39enne sia venuto in contatto con il suo numero? Secondo quanto rivelato dal Blick, il numero di telefono della ragazza figurava sul portale della Segreteria di Stato dell’economia (Seco) www.lavoro.swiss. Una piattaforma in cui i datori di lavoro possono registrarsi e venire in contatto con i dati di chi cerca lavoro. L’uomo quindi sapeva che la giovane era disoccupata e che aveva bisogno di denaro.

La 23enne ha dato il suo consenso all’ufficio regionale di collocamento per far pubblicare i suoi dati sul portale. Ma di certo non pensava che potessero finire in mani sbagliate. La direzione dell’ufficio federale ha dal canto suo confermato al quotidiano d’Oltralpe di essere a conoscenza del problema e che sta valutando come escludere la presunta agenzia di collocamento dalla banca dati.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata