
Hanno preso il via oggi in diverse località elvetiche le attività nell'ambito delle Giornate del rifugiato 2012, proprio a pochi giorni dalla decisione del Consiglio Nazionale di inasprire della legge sull'asilo. Organizzazioni umanitarie e comunità religiose hanno colto l'occasione per lanciare un appello in favore di maggiore solidarietà e scambio culturale. L'Organizzazione svizzera aiuto ai rifugiati (OSAR), sul suo sito internet, sottolinea come i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente in Svizzera possano dare un prezioso contributo alla società. Bisogna rendere omaggio a questi aspetti positivi. I festeggiamenti sono segnati dal giro di vite dato dal Nazionale: gli organizzatori sperano tuttavia "che la gente parteciperà numerosa per mostrare il suo disaccordo," ha detto all'ats Beat Meiner, segretario generale dell'OSAR. Attività sono organizzate in oltre 200 località, con discorsi, pasti comuni, letture, spettacoli, musica, e anche "cerchi del silenzio" come ad esempio a Berna o a Vevey (VD). Queste azioni silenziose vogliono lanciare un appello affinché si dimostri maggior umanità nei confronti di queste persone che non hanno diritto di parola. Anche le comunità religiose partecipano agli eventi, unendosi per lanciare un appello in favore dei rifugiati. Se offrendo ospitalità si corre il pericolo di "invitare la persona sbagliata, il rischio di chiudere la porta a un essere umano bisognoso di compassione è ancora maggiore", affermano in una nota congiunta la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), Federazione delle chiese evangeliche della Svizzera (FCES), la Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI) e la Chiesa vetero-cattolica della Svizzera. Un messaggio che giunge al momento giusto, visti i recenti dibattiti in seno al Consiglio nazionale, osserva Simon Weber, portavoce del FCES, interpellato dall'ats. La Giornata Mondiale del Rifugiato, si terrà mercoledì. ATS
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