
«La pandemia Covid-19 ha sottolineato l’importanza di investire in sistemi per prevenire, individuare e rispondere ai focolai di malattie infettive». A dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in previsione della prima Giornata internazionale di preparazione alle epidemie, che si tiene domani 27 dicembre 2020.
«Difficile credere che un anno fa il Covid-19 fosse ancora sconosciuto. In 12 mesi il mondo è stato messo letteralmente sottosopra», afferma in un videomessaggio il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
Quanto emerso, «ha mostrato che il mondo non era preparato per affrontare un’epidemia e dobbiamo imparare la lezione» perché «la storia ci dice che non sarà l’ultima pandemia».
Per questo, prosegue, «ogni nazione deve investire in capacità di prevenire, individuare e mitigare epidemie», anche attraverso «forti sistemi sanitari di base». In secondo luogo, sottolinea, «la preparazione non deve riguardare solo il settore della sanità ma richiede un approccio che coinvolge tutto il governo e la popolazione». Terzo, conclude Ghebreyesus, la pandemia ha dimostrato «l’intimo legame tra salute dell’uomo, degli animali e del pianeta».
Istituito lo scorso 7 dicembre dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il «Day of Epidemic Preparedness» ha l’obiettivo di sostenere l’importanza del lavorare insieme contro questo nemico globale. L’Oms, si legge in una nota sul sito, «lavora a stretto contatto con i governi per sostenere gli sforzi per costruire forti sistemi di preparazione alle epidemie, come parte di un approccio globale per promuovere la copertura sanitaria universale».
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