
Non sono passate inosservate alla stampa internazionale le minacce ricevute dal giornalista svizzero Arnaud Bédat, del giornale romando "L'illustré". Il giornalista aveva pubblicato diverse inchieste su un prestito sospetto di 4 milioni di euro ricevuto da Andriy Pavelko, presidente della federazione calcistica ungherese, da parte della UEFA. A seguito della pubblicazione di questi articoli, Bédat ha ricevuto una chiamata anonima da un numero ucraino, durante la quale è stato minacciato di morte. La vittima ha ritenuto le minacce tanto gravi da richiedere la protezione delle autorità, temendo per la sua incolumità.
In un comunicato Reporters sans frontières Suisse (RSF) ha condannato le minacce di morte di cui è stato vittima Bédat e ritiene che "siano intollerabili e debbano essere condannate con la massima fermezza. RSF Suisse chiede quindi alle autorità giudiziarie e alla polizia di reagire con determinazione, assicurando protezione assoluta al giornalista".
Intanto, il giornalista ha giudicato queste minacce sufficientemente preoccupanti da deporre una denuncia penale presso il Ministero pubblico della Confederazione, che l'ha trasmessa alle autorità giurassiane in quanto oggetto di loro competenza. Secondo le informazioni da lui raccolte, il numero da cui ha ricevuto la chiamata corrispondeva ad uno di quelli utilizzati da Andriy Pavelko, che è stato inoltre recentemente eletto membro del comitato esecutivo UEFA.
Nonostante la sua lunga esperienza nel giornalismo investigativo, Arnaud Bédat ritiene tali miancce "più serie di quel che si possa immaginare" e per questo ha domandato formalmente protezione alle autorità svizzere.
"In un contesto marcato dall'aumento a livello mondiale delle violenze contro i giornalisti - spiega Reportes sans frontières Suisse - che secondo il bilancio annuale nel corso del 2018 hanno raggiunto un livello senza precedenti, i giornalisti svizzeri si trovavano finora in un ambiente particolarmente favorevole: la Svizzera si posiziona infatti al 5° posto su 180 paesi nella più recente classifica mondiale sulla libertà di stampa. È importante che questa situazione possa durare nel tempo e per questo è necessario che le minacce contro i giornalisti svizzeri siano denunciate e perseguite dalla giustizia con la massima fermezza".
Caterina Promutico
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