
I casi aumentano, gli ospedali si riempiono e i Cantoni corrono ai ripari, anche con nuove soluzioni. È il caso di Ginevra, dove il Cantone ha chiesto alle cliniche private di svolgere interventi urgenti previsti inizialmente nelle strutture pubbliche. “Il nostro ospedale universitario teme un aumento massiccio di pazienti ricoverati prima di Natale. Per sgravare le strutture sanitarie, poi, le operazioni che possono essere rimandate, purtroppo lo saranno. Abbiamo inoltre chiesto ai medici sul territorio di tenersi disponibili nel periodo delle Feste, per potere eventualmente essere d’aiuto nelle emergenze ospedaliere”.
Ritardo fra aumento contagi e aumento ricoveri
Mauro Poggia, direttore del Dipartimento sicurezza, popolazione e sanità del Canton Ginevra, spiega a Ticinonews come il cantone romando stia affrontando l’attuale ondata, che lo preoccupa: “E dobbiamo essere preoccupati. Noi tutti siamo alla ricerca di indizi di una prossima uscita da questa situazione. Tuttavia, purtroppo sappiamo che c’è sempre un ritardo fra l’aumento dei casi e l’aumento dei ricoveri: fra Natale e Capodanno vivremo una situazione molto difficile nei nostri ospedali”.
2G Plus? “No grazie”
Ciononostante, il governo ginevrino non vuole le misure più restrittive poste in consultazione dal Consiglio federale. A fare storcere il naso sulle rive del Lemano è in particolare la proposta del cosiddetto “2G Plus”, ovvero l’accesso a numerose strutture dell’intrattenimento a vaccinati e guariti ma muniti di un tampone negativo, allineandosi in questo modo alla posizione espressa dal governo ticinese: “Sarebbe la morte di questo settore economico. Sarebbe forse meno ipocrita chiudere del tutto. Lo scenario che noi preferiamo è il “2G” normale, esteso eventualmente ad altri settori”.
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