
Migliaia di manifestanti si sono radunati oggi a Ginevra per protestare contro il vertice del G7, in programma da domani nella vicina Évian-les-Bains (Francia). Il corteo, scortato da un imponente dispiegamento di forze di sicurezza, è partito dal parco Mon Repos poco prima delle 15:15. In città si temono danneggiamenti come durante il summit del G8 nel 2003.
La protesta organizzata dalla coalizione NO G7
La protesta è stata organizzata dalla coalizione NO G7, che riunisce una sessantina di organizzazioni. Il corteo sfila dietro uno striscione che reca la scritta: «Risposta antifascista, antimperialista, no G7». Seguono diversi gruppi: femministe, filopalestinesi, rivoluzionari, curdi, sindacati, eccetera. I manifestanti si battono, tra le altre cose, per la dissoluzione del G7, per la situazione dei civili a Gaza, contro l'uso da parte degli Stati Uniti delle basi militari in Europa per bombardare l'Iran, per l'interruzione delle relazioni commerciali con Israele, per salari minimi più alti, per contraccettivi gratuiti.
Il percorso approvato dalle autorità si limita alla riva destra del lago, risale verso la Place des Nations e torna al punto di partenza. Il raduno dovrà essere sciolto per le 22:30.
Sequestrati numerosi oggetti pericolosi
La polizia cantonale ha riferito di aver sequestrato «numerosi oggetti pericolosi, che potrebbero essere utilizzati come armi» nei pressi del percorso della manifestazione. In particolare sono stati confiscati coltelli, bombole di gas, manganelli telescopici, bocce, petardi, maschere protettive e passamontagna. Tra gli articoli pirotecnici rinvenuti, alcuni sono considerati «particolarmente pericolosi, con una combustione ad altissima temperatura e rischi di gravi ustioni».
Il vertice
Il vertice sarà uno dei primi grandi incontri internazionali da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l'Iran alla fine di febbraio, sconvolgendo gli equilibri del Medio Oriente e ampliando le tensioni transatlantiche. Il G7 riunisce i leader di Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Stati Uniti, insieme ai capi di governo invitati di diversi altri Paesi, tra cui Brasile e India.

