
"Siamo passati da una minaccia vaga a una minaccia precisa" ha dichiarato all'ATS Emmanuelle Lo Verso, portavoce del Dipartimento sicurezza ed economia di Ginevra, che ha subito alzato il livello di vigilanza nell'ambito di un'operazione di ricerca che vede al centro persone sospettate di avere legami con l'Isis.
Secondo quanto riportano i media della città in riva al Lemano, ieri alle forze dell'ordine ginevrine è stata trasmessa una foto di quattro individui sospettati di legami con lo Stato Islamico. Secondo le informazioni raccolte dai portali locali i quattro sarebbero armati e pericolosi. Gli agenti sarebbero ora in stretto contatto con i servizi di sicurezza nazionale e internazionali.
La sorveglianza e la presenza di agenti è stata rinforzata soprattutto nei pressi di luoghi sensibili come sinagoghe, aeroporto e stazioni. Il Palazzo delle Nazioni Unite in particolare è in stato d'allerta già da ieri sera, in vista anche dell'incontro previsto domani tra una delegazione americana e russa sul tema della Siria. Date le circostanze, l'incontro è stato spostato in un'altra sede, mantenuta segreta.
Stando a La Tribune de Genève, l'allerta sarebbe scattata dopo che un veicolo con targhe belghe aveva attraversato la frontiera svizzera nella notte tra martedì e mercoledì, per poi affrontare il percorso inverso dopo essere stato avvistato a Ginevra. Un elemento questo, che avrebbe insospettito le forze dell'ordine.
Nel frattempo il Ministero pubblico di Ginevra ha aperto un'inchiesta penale per atti preparatori punibili, in seguito alle informazioni riguardanti le persone ricercate attivamente quest'oggi nel Cantone. La decisione di avviare un'inchiesta, che sarà condotta dal procuratore generale del cantone Olivier Jornot e dal primo procuratore Yves Bertossa, è stata presa "sulla base delle informazioni ricevute dalla polizia ginevrina", precisa un comunicato diramato dal Ministero pubblico. La norma penale in causa punisce chiunque prenda, conformemente a un piano, concrete disposizioni tecniche o organizzative volte a commettere infrazioni gravi.
Stando ad un testimonianza raccolta da Le Matin, nel primo pomeriggio due pattuglie della polizia avrebbrero fermato un'auto con targhe francesi. Alla guida della vettura un uomo rasato con una lunga barba scappato dopo aver visto le forze dell'ordine. I poliziotti l'avrebbero fermato e ammanettato. L'uomo sarebbe il quinto sospettato.
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