
L'aeroporto di Ginevra continuerà a tenere aperti i collegamenti aerei con la Cina: l'aveva annunciato venerdì l'ufficio federale della sanità pubblica. Decisione controcorrente rispetto ad altri scali, come quello di Zurigo, che hanno invece deciso di sospendere molti voli almeno fino a fine febbraio.
Norme d'igiene insufficientiLa decisione sembra però non piacere ai sindacati dei lavoratori aeroportuali ginevrini, o quantomeno non piacciono le misure d'igiene prese per evitare il contagio, a loro parere decisamente insufficienti. In un comunicato infatti, intitolato "epidemia pandemica di spensieratezza", denunciano appunto le condizioni in cui sono costretti a lavorare i dipendenti dell'aeroporto: mancano, si legge, gli strumenti di prevenzione più basilari, inclusi spray disinfettanti, occhiali di protezione, guanti e maschere oltre a programmi di sensibilizzazione per i dipendenti.
"Un oceano di batteri"I sindacati comunicano di aver posto queste richieste ai vari datori di lavoro e fornitori di servizi dell'aeroporto, ma che questo non ha portato a nessuna misura cautelativa seria. Il tutto, si legge ancora, in un ambiente come quello dell'aeroporto dove, tra perquisizioni di passeggeri e bagagli il livello di contatto con eventuali contagiati è molto alto, facendo diventare certe aree letteralmente "oceani di batteri". Particolarmente grave inoltre, continua la nota, il fatto che il clima lavorativo e la paura di licenziamenti spinga i lavoratori ad andare al lavoro anche se ammalati, aumentando ulteriormente il pericolo di contagio.
L'SSP, il sindacato per dipendenti del servizio pubblico, fa appello dunque alle responsabilità dei datori di lavoro, in particolare EasyJet, Swiss, Custodio, Protectas e Securitas; domandando inoltre allo Stato ginevrino di intervenire immediatamente al fine di garantire le condizioni accettabili per proteggere lo stato di salute del personale e dei passeggeri. "Il medico cantonale e l'Ufficio cantonale d'ispezione e delle relazioni sul lavoro", si legge infine, "devono agire immediatamente".
Il paziente ingleseLa richiesta dei sindacati assume particolare rilevanza pensando che proprio dall'aeroporto di Ginevra è transitato il paziente inglese di coronavirus che, a fine gennaio, avrebbe infettato almeno 5 persone in un resort alpino in Francia.
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