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Svizzera
Ginevra: "Basta allievi frontalieri nelle scuole pubbliche"
Ginevra: "Basta allievi frontalieri nelle scuole pubbliche"
Ginevra: "Basta allievi frontalieri nelle scuole pubbliche"
Redazione
8 anni fa
L'esecutivo ginevrino ha confermato la decisione anche per il prossimo anno scolastico. Non mancano le critiche

Basta allievi frontalieri nelle scuole del Cantone. Questa la posizione dell'esecutivo ginevrino per l'anno scolastico 2019/2020, che ha di fatto confermato una decisione già in vigore per l'anno in corso. A meno che non sia già iscritto, o che non abbia un fratello che frequenta una scuola pubblica, nessun nuovo ragazzo domiciliato in Francia avrà accesso alle scuole ginevrine. Come riporta Swissinfo, a detta dell'esecutivo cantonale, questa misura sarebbe a favore dei bambini in quanto una scolarizzazione nel luogo di residenza è considerata fondamentale per una migliore integrazione di allievi e famiglie nella loro comunità. 

Sui circa 1800 studenti iscritti nelle scuole ginevrine e residenti in Francia, l'80% di essi possiede la nazionalità svizzera. Soprattutto a causa della mancanza di alloggi a prezzi accessibili nel Canton Ginevra, quasi 25'000 svizzeri hanno scelto di vivere nei dipartimenti francesi vicini dell'Ain e dell'Alta Savoia. Come prevedibile i genitori degli allievi "frontalieri" non hanno nascosto il loro malcontento e giudicano questa misura "ingiusta". Paolo Lupo, presidente di Genevois sans frontières, associazione che difende gli interessi dei cittadini svizzeri residenti nella vicina Francia, ha affermato che con questa decisione l'esecutivo sta perdendo progressivamente la fiducia dei ginevrini espatriati. Inoltre, la decisione appare "incomprensibile" in quanto è stata invalidata l'anno scorso dal Tribunale amministrativo del Canton Ginevra. 

I genitori degli allievi respinti hanno già annunciato battaglia. Il legale Romain Jordan, che segue da vicino il dossier, ha già annunciato che verranno presentati numerosi ricorsi. Ma a mobilitarsi è stata anche la politica: il sindaco del comune francese di Saint-Julien-en-Genevois, Antoine Vielliard, porterà infatti la questione alla Commissione europea, al Ministero francese dell'istruzione e al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

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