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Ginevra, abrogato il divieto di simboli religiosi per i parlamentari
Ginevra, abrogato il divieto di simboli religiosi per i parlamentari
Ginevra, abrogato il divieto di simboli religiosi per i parlamentari
Redazione
7 anni fa
I membri di organi legislativi potranno manifestare il loro credo a parole o tramite simboli: 'Non rappresentato lo Stato'

Nel canton Ginevra i membri degli organi legislativi potranno manifestare il loro credo a parole o indossando simboli religiosi. La Camera costituzionale ha infatti abrogato tale divieto dalla legge sulla laicità dello Stato, votata nel febbraio scorso, che proibisce i segni esterni di appartenenza religiosa ai funzionari e agli eletti.

In un comunicato odierno la Corte sottolinea che gli eletti in Gran Consiglio o negli organi legislativi comunali sono dei parlamentari di milizia e non sono quindi destinati a rappresentare lo Stato bensì la società e il suo pluralismo, che essi incarnano.

Inoltre - aggiunge il tribunale - imporre una totale neutralità confessionale agli organi legislativi minerebbe anche il principio democratico secondo il quale i Cantoni devono avere un parlamento eletto a suffragio universale, che dovrebbe rappresentare la diverse correnti di opinione, anche religiose.

Il divieto in questione equivarrebbe a impedire di ricoprire un incarico in un legislativo, "quando il laicismo non è più una condizione per l'accesso a queste funzioni".

Alcune disposizioni della legge di Ginevra sulla laicità erano state attaccate da vari fronti che le ritenevano discriminatorie: i Verdi, SolidaritéS, l'Unione delle organizzazioni musulmane, la Rete Evangelica nonché da diverse donne musulmane che indossano il velo.

Alla Camera costituzionale della Corte di giustizia ginevrina sono stati presentati sei ricorsi che chiedevano di annullare diverse disposizioni della legge sulla laicità. Sono state abrogate solo le norme relative ai rappresentanti eletti degli organi legislativi. Gli altri ricorsi sono stati respinti.

I consiglieri di Stato e i funzionari pubblici (insegnanti, agenti di polizia, ecc) sono quindi sempre vincolati dalla neutralità religiosa nell'esercizio delle loro funzioni. Il governo è anche autorizzato a limitare o a vietare, per un periodo di tempo limitato, l'uso di simboli religiosi ostentatori per prevenire gravi disordini dell'ordine pubblico.

Le autorità possono inoltre accettare "solo in casi eccezionali manifestazioni religiose di culto su spazi pubblici".

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