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Svizzera
Giappone, persi 80mila posti di lavoro per pandemia
Redazione
6 anni fa

Dall’inizio della pandemia del coronavirus in Giappone sono stati persi circa 80mila posti di lavoro, mentre il Paese si trova a fare i conti con una nuova insorgenza dei contagi del Covid nelle ultime settimane.

I dati sono stati comunicati dal ministero del Lavoro nipponico, che ha preso in esame i casi in cui i lavoratori sono stati licenziati o non hanno visto i loro contratti rinnovati a fronte delle difficoltà delle aziende in cui operano. In base ai dati più recenti, tra la fine di gennaio e il 21 dicembre, l’equivalente di 78.153 persone sono risultate disoccupate; ma è probabile che il numero sia ancora più alto, sostengono i media nipponici, perché le rilevazioni prendono in esame solo i centri regionali dell’impiego e gli uffici pubblici di collocamento.

Tra i settori ad essere maggiormente colpiti, quello manifatturiero con 10.384 licenziamenti, mentre il comparto alberghiero ha eliminato 9.600 posizioni e le agenzie interinali hanno scalato altre 5.084 collaborazioni. Le prefetture con il maggior numero di risoluzioni del contratto sono nell’ordine Tokyo con oltre 19.000 posizioni, e Osaka con 6.580.

Allarmanti anche i numeri sui lavoratori part-time - o comunque con attività non continuative, una fetta rilevante del panorama occupazionale in Giappone, con una perdita complessiva di 37.460 impieghi. Il ministero nipponico ha invitato le imprese a utilizzare i programmi di sussidi del governo per mantenere i propri dipendenti sul libro paga, impegnandosi di fornire a chi perde il lavoro nuove opportunità di ricollocamento.

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