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Le reazioni
Già tutto deciso sulle garanzie per Credit Suisse: a cosa serve la sessione straordinaria?
© CdT/Chiara Zocchetti e Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
I 109 miliardi di franchi quali garanzia per l'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS non possono essere messi in dubbio dalle Camere, convocate in una sessione straordinaria. Per Greta Gysin (Verdi) e Alex Farinelli (Plr), la sessione può comunque avere un senso.

"Era la soluzione migliore per evitare una crisi finanziaria incalcolabile". Questa mattina il presidente della Confederazione Alain Berset ha usato queste parole per aprire la sessione straordinaria delle Camere federali, convocata per discutere del caso Credit Suisse, in particolare dei 109 miliardi di franchi messi sul tavolo dal Consiglio federale a garanzia dell’acquisizione da parte di UBS. "Discutere", si badi bene: non "decidere". I giochi sono già stati fatti domenica 19 marzo, quando i membri della delegazione delle Finanze del Parlamento hanno sottoscritto le garanzie elargite dal Governo nell'ambito del diritto d’urgenza. In altre parole: l’importo ormai è impegnato e le Camere non possono fare nulla per invertire la rotta.

Greta Gysin: "Lanciare un segnale alla piazza finanziaria"

Ci si può quindi legittimamente interrogare sull'effettiva utilità di questa sessione straordinaria. "Come parlamentare è effettivamente abbastanza frustrante discutere di un messaggio così importante sapendo che le nostre decisioni non avranno influenza", commenta la consigliera nazionale Greta Gysin, intervistata dal vicedirettore del CdT Gianni Righinetti. Per la deputata ecologista, tuttavia, riunirsi sotto la cupola di Palazzo federale per parlare del caso Credit Suisse è comunque necessario politicamente "per fare luce su alcuni punti e per lanciare un segnale alla piazza finanziaria, chiarendo i nostri paletti e cosa non saremo più disposti ad accettare in futuro. La sessione straordinaria ha un suo perché".

Alex Farinelli: "C'è il rischio che il Parlamento si metta a giocare"

Il potenziale valore politico della sessione è messo in evidenza anche dal consigliere nazionale del Plr, Alex Farinelli. "Una sessione di questo tipo può avere senso se il Parlamento conferma le scelte prese, fornendo così un supporto politico". Il parlamentare liberale radicale intravede però un rischio nella sessione in corso a Berna. "Davanti al fatto che i soldi sono già stati garantiti, il Parlamento potrebbe 'mettersi a giocare', per esempio respingendo i crediti già approvati". I 109 miliardi di franchi di garanzia non sarebbero toccati, "ma decisioni politiche di questo tipo - secondo Farinelli - potrebbero generare reazioni che oggi non conosciamo. I mercati, per esempio, potrebbero innervosirsi e qualcuno dovrebbe assumersi le responsabilità di queste reazioni". Il timore del deputato Plr è però per il momento stato scongiurato dal Consiglio degli Stati (la prima Camera a essersi riunita), che nel pomeriggio ha approvato nel pomeriggio i 109 miliardi di garanzia finanziaria messi a disposizione dalla Confederazione.