
Le guardie carcerarie ginevrine hanno incrociato le braccia per due ore oggi per protestare contro le loro condizioni di lavoro, marcate in particolare dal sovraffollamento di Champ-Dollon. Si tratta del primo sciopero del genere osservato nel cantone. Il sovraffollamento carcerario e l'insufficienza di personale non sono più tollerabili, ha dichiarato alla stampa il presidente dell'Unione del personale del corpo di polizia (UCPC) Christian Antonietti. Dalle sommosse avvenute lo scorso febbraio - nell'ambito delle quali erano stati registrati diversi feriti, sia detenuti che guardie - la situazione a Champ-Dollon rimane tuttora "esplosiva". A Champ-Dollon mancano attualmente 85 secondini per far fronte ad un numero di carcerati che oscilla fra 840 e 860, mentre lo stabilimento è previsto per 372 prigionieri. Secondo Antonietti, per risolvere il problema occorrono "decisioni politiche". Un incontro fra i rappresentanti del personale e il Dipartimento della sicurezza è previsto per domani. Oltre a mettere in causa le condizioni di lavoro, gli agenti criticano pure la nuova griglia salariale del personale pubblico proposta dal Consiglio di Stato, contro la quale i funzionari sono scesi in piazza ieri. Alla manifestazione hanno partecipato anche le guardie carcerarie e gli agenti di polizia, a cui potrebbero essere soppressi premi e indennità. Durante lo sciopero, osservato da mezzogiorno alle 14 in tutti gli stabilimenti carcerari del cantone, è stato garantito un servizio minimo di custodia, mentre sono state mantenute le scarcerazioni e i trasferimenti alle udienze. Sono invece state sospese tutte le altre attività, quali gli ateliers di cucina e di lavanderia, le visite, nonché le ammissioni. Secondo il Dipartimento ginevrino della sicurezza, la protesta si è concentrata soprattutto a Champ-Dollon, dove si sono astenuti dal lavoro 44 dei 134 guardiani presenti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

