
Il maxiprocesso relativo al dissesto della Banca cantonale di Ginevra (BCGE) è interrotto: il plenum della Corte di giustizia ha deciso oggi di ricusare il presidente della Corte correzionale Jacques Delieutraz, davanti alla quale si svolgeva il procedimento. La Corte di giustizia indicherà soltanto domani quale seguito ha deciso di dare al processo iniziato il 4 ottobre. Seguendo le raccomandazioni del Tribunale federale (TF), il plenum ha esaminato stamani determinati documenti e ascoltato il presidente della Corte correzionale e il suo cancelliere. "Sulla base delle informazioni raccolte" - indica il Palazzo di Giustizia in una nota - il plenum ha deciso di accogliere la domanda di ricusazione presentata dagli avvocati della difesa e che in un primo tempo era stata respinta. La scorsa settimana, il TF aveva accolto il ricorso dei difensori, secondo i quali la designazione della giuria, il 25 maggio scorso, non è stata il risultato di un sorteggio, ma di una selezione influenzata da Delieutraz. L'elenco dei giurati comportava una proporzione anormalmente elevata di funzionari. La questione della designazione dei sei membri della giuria aveva già ritardato l'inizio del processo, il 4 ottobre. Al Palazzo di Giustizia si erano presentati soltanto 21 dei 35 giurati potenziali, nove dei quali erano poi stati ricusati. Il presidente Delieutraz era stato costretto a trovare nel raggio di poche ore un numero sufficiente di persone gradite dalla difesa e disposte a partecipare ad un procedimento che avrebbe dovuto protrarsi fino al 26 novembre. Oltre all'eccezionale durata del processo, la vicenda del dissesto della BCGE presenta altri superlativi: lo stesso naufragio dell'istituto ha costretto il cantone ad iniettare più di due miliardi di franchi, mentre l'inchiesta destinata a stabilire le responsabilità dell'accaduto ha occupato quattro giudici a tempo pieno per quasi dieci anni. I documenti riuniti rappresentano 1'400 classificatori federali. In tribunale si sono ritrovati in definitiva tre ex dirigenti dell'istituto bancario e due revisori esterni, chiamati a rispondere dei reati di falsità in documenti e di amministrazione infedele aggravata. In base all'accusa, gli imputati avrebbero reso più "presentabili" gli esercizi 1996, 1997 e 1998 della banca, nata nel 1994 dalla fusione della Cassa di risparmio e della Banca ipotecaria di Ginevra. Nel 2000, i crediti a rischio della BCGE erano stati stimati ad oltre 6 miliardi di franchi. ATS
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