
I conflitti personali - degenerati a colpi di secchi d'acqua e spintoni - sorti nel 2012 fra due giudici della Corte ginevrina dei conti saranno esaminati dal Tribunale di polizia nell'ambito di un'udienza pubblica. Data oggi dalla "Tribune de Genève" la notizia è confermata dal portavoce del Ministero pubblico. Il processo fa capo alla denuncia per vie di fatto e sequestro presentata dal giudice di "Ensemble à gauche" (estrema sinistra) Daniel Devaud nei riguardi del collega PPD Stéphane Geiger. Nel settembre 2012, quest'ultimo aveva gettato un secchio pieno d'acqua sull'altro magistrato, con il quale erano sorti dissapori personali. Poche settimane dopo questo primo episodio, il giudice Devaud aveva accusato Geiger di averlo spinto e fatto cadere per terra nel suo ufficio. La data del processo non è ancora stabilita. Dall'epoca dei fatti, entrambi i giudici hanno lasciato la Corte dei conti. Il primo ha rinunciato a candidarsi nell'autunno 2012, dopo essere stato eletto appena un anno prima, spuntandola sull'avversario UDC Yves Nidegger. Il secondo è andato in pensione nel medesimo periodo. Secondo la "Tribune", nel microcosmo giudiziario di Ginevra ad entrambi i magistrati era stato affibbiato un nomignolo: Stéphane Geiger era "lo sceriffo", mentre Daniel Devaud era "Beria", dal nome di Lavrentij Beria, il famigerato capo della polizia segreta dell'Unione sovietica sotto Stalin. Contro Devaud è peraltro in corso un procedimento per violazione d'ufficio: l'ex giudice è sospettato di aver trasmesso un rapporto al Gran consiglio senza il consenso dei colleghi. In precedenza, il giudice di estrema sinistra aveva criticato pubblicamente il funzionamento della Corte e rimproverato agli altri membri dell'organo di sorveglianza di avergli impedito di "lavorare correttamente".
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