
E' fallita a Ginevra un'iniziativa volta a conferire al popolo la possibilità di destituire un membro eletto delle autorità, sia politiche che giudiziarie. La proposta, lanciata in primavera dal partito "I Comunisti", ha raccolto soltanto 6'300 firme, mentre ne occorrevano 10'000. Secondo i Comunisti, il fallimento dell'iniziativa costituzionale è dovuto alla mancanza di sostegni politici, di sufficienti mezzi finanziari, nonchè al periodo estivo. Le firme avrebbero dovuto essere depositate il 10 agosto, precisa il segretario del partito, Toni Fernandez. Il testo prevedeva la possibilità di chiedere la destituzione di un consigliere di Stato o del procuratore generale (che a Ginevra è eletto dal popolo) con un minimo di 15'000 firme raccolte sull'arco di quattro mesi. A livello comunale, il numero delle firme avrebbe dovuto essere calcolato proporzionalmente alle dimensioni del corpo elettorale. I Comunisti hanno ora intenzione di chiedere all'Assemblea costituente di esaminare la questione nell'ambito dei suoi lavori. Le firme saranno inoltrate al Gran consiglio sotto forma di petizione. ATS
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