
L'ufficio del Gran consiglio ginevrino ha deciso oggi di non punire il deputato del MCG (Mouvement Citoyens Genevois) Eric Stauffer, espulso dall'aula venerdì sera alla presenza di sette agenti di polizia, dopo un diverbio sorto con il presidente del parlamento, il socialista Antoine Droin. Lo ha annunciato lo stesso ufficio - di cui fa parte Stauffer - in una nota odierna. "La saggezza è prevalsa sul conflitto", rileva il MCG in un comunicato. "Comprendendo certamente le tensioni che hanno agitato il parlamento da una parte e dall'altra, l'ufficio ha deciso di non sanzionare nessuno", precisa. Il deputato - attualmente secondo vice-presidente del legislativo cantonale - rischiava di essere biasimato o privato di commissione per una durata determinata. Nella sua nota, il MCG - di cui Stauffer è il fondatore e attuale presidente onorario - esprime la speranza che le future sessioni del parlamento "si svolgeranno in modo più sereno". L'ufficio, dal canto suo, dà notizia della sua decisione, senza fornire particolari al riguardo. Venerdì sera, mentre il Gran consiglio dibatteva di modifiche relative alla legge sui diritti civili, il deputato aveva chiesto al presidente Droin di dar lettura di un emendamento proposto da un altro deputato del MCG, prima che si svolgesse il voto. Quando il presidente ha rifiutato, Stauffer ha protestato vigorosamente. Fra i deputati sono poi volate invettive e insulti, che hanno portato il presidente a pronunciare l'espulsione del capofila del MCG. Di fronte al rifiuto di Stauffer di lasciare l'aula, il presidente ha chiesto l'intervento della polizia, ma i sette agenti accorsi non hanno dovuto agire: sono stati il consigliere di Stato Mauro Poggia (MCG) e il presidente del governo François Longchamp (PLR) a persuadere il deputato recalcitrante a lasciare l'aula.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

