
Il Tribunale correzionale di Ginevra ha condannato oggi a 4 anni di carcere il pirata della strada di 26 anni che nel novembre 2013 aveva travolto due pedoni uccidendone uno durante una folle sfida in auto in pieno centro cittadino. L'altro pirata, impegnato nella sfida, un 22enne, è stato condannato a tre anni di carcere, dieci dei quali da scontare. I giudici hanno ritenuto l'accusa di omicidio colposo, scartando l'omicidio intenzionale con dolo eventuale che chiedeva il Ministero pubblico, il quale per entrambi gli accusati aveva chiesto una condanna a 6 anni di carcere. Secondo i giudici il principale accusato non ha considerato la possibilità di causare la morte di una persona; ha avuto una condotta inammissibile e intollerabile per un movente puerile ed egoista. Il dramma era avvenuto la sera del 13 novembre poco prima delle 22.30 a una fermata di autobus in rue de Lyon, un'importante arteria cittadina. Mentre un'auto stava tentando di sorpassare un autobus fermo era sopraggiunta a gran velocità una seconda vettura con targhe tedesche che aveva superato l'auto in questione. Nella manovra aveva investito due pedoni: un 34enne, che aveva perso la vita (un padre di famiglia di 34 anni, kosovaro rifugiato a Ginevra) e un 25enne, ricoverato in gravi condizioni all'ospedale. L'automobile tedesca non si era fermata ma aveva proseguito la corsa. Dopo circa 150 metri aveva urtato con violenza un'altra macchina che procedeva nella stessa direzione. Il conducente del veicolo tedesco e il suo passeggero di vent'anni erano rimasti feriti, come pure l'uomo alla guida della vettura urtata. Il conducente della seconda vettura che partecipava alla corsa si era dato alla fuga, ma era stato arrestato poche ore dopo, grazie alle segnalazioni fornite dai testimoni della disgrazia. Stando agli accertamenti, le due vetture circolavano a velocità oscillanti fra 142 e 164 km/h. Il Tribunale ha riconosciuto che si è trattato proprio di una gara di inseguimento, con sprezzo totale del pericolo e delle regole più elementari di prudenza. Ma l'imputato principale ha ben collaborato alla ricostruzione dell'accaduto ed è rimasto devastato dalla conseguenze dei suoi atti, esprimendo sincero rimpianto. L'altro pirata della strada ha cercato di giustificarsi, ma si è reso colpevole di omissione di soccorso. Entrambi tuttavia hanno ribadito che non si è trattato di una gara, senza però convincere i giudici, che si sono avvalsi di testimonianze e di immagini tratte da videocamere. I due sono inoltre stati condannati a versare alla persona gravemente ferita la somma di 20 mila franchi per torto morale. L'avvocato difensore della parte offesa ha già preannunciato ricorso contro la sentenza, affermando che in questa vicenda non vi può essere spazio per la negligenza.
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