
Da 600 a 700 persone hanno partecipato oggi pomeriggio a Ginevra ad una manifestazione pacifica contro il razzismo e la xenofobia, organizzata in previsione della conferenza delle Nazioni Unite contro il razzismo, che si apre lunedì nella città di Calvino. Secondo gli organizzatori della manifestazione - fra i quali figuravano svariate associazioni contro il razzismo, i sindacati, i partiti della sinistra locali, nonché vari rappresentanti delle comunità palestinese e tamil - la Svizzera non è risparmiata da manifestazioni di razzismo e xenofobia. L'UDC, in particolare, è stata accusata di "alimentare l'odio e la diffidenza" nei riguardi degli stranieri, dei rifugiati e dei musulmani. Il Consiglio federale, dal canto suo, è stato stigmatizzato per aver reso più severe le disposizioni sugli stranieri e sull'asilo. Rifiutando d'invalidare l'iniziativa anti-minareti, il Parlamento "apre la strada ad una campagna che scatenerà un clima d'intolleranza", hanno affermato gli organizzatori. L'ex relatore delle Nazioni Unite per il razzismo, il senegalese Doudou Diène, ha rilevato che svariate forme di razzismo "si manifestano attualmente con virulenza nel mondo intero". I dimostranti hanno pure espresso solidarietà con i partecipanti al Forum della società civile, che ha incominciato i lavori ieri a Ginevra, e le cui conclusioni saranno trasmesse alla Conferenza dell'ONU. La manifestazione è terminata davanti alla sede dell'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani, dove membri di associazioni di difesa degli "intoccabili" - dalit - indiani hanno bruciato le ceste che servono a trasportare gli escrementi, un compito attribuito tradizionalmente in India alle donne di questa casta. ATS
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