
La Camera costituzionale della Corte di giustizia di Ginevra ha deciso oggi di annullare il voto previsto domenica prossima a Ginevra-città. Riguardava quattro misure di risparmio contestate da altrettanti referendum promossi dal partito di estrema sinistra Ensemble à gauche. La Corte ha ammesso due ricorsi presentati contro il contenuto dell'opuscolo informativo da quattro partiti della destra, nonché da diverse persone, in maggioranza membri del consiglio comunale cittadino, anch'essi appartenenti a partiti della destra. Secondo la Camera, l'opuscolo non è conforme alle disposizioni legislative e alla garanzia costituzionale dei diritti politici, principalmente perché contiene due pagine di "introduzione" redatte dal comitato referendario in aggiunta alle prese di posizione relative ai singoli referendum, spiega un comunicato. Tale "introduzione" precede inoltre la sintesi di presentazione delle autorità, una sintesi che, in merito a due degli oggetti posti in votazione, "non può essere considerata neutrale". Di fronte a queste "gravi irregolarità", la Corte ha deciso di annullare il voto di domenica. La consultazione in merito ai quattro oggetti in questione dovrà essere organizzata ulteriormente. In seguito all'annullamento del voto, il partito liberale-radicale (PLR) della città di Ginevra ha chiesto al Municipio di ritirare la carica di sindaco al titolare attuale, l'esponente di Ensemble à gauche Rémy Pagani, accusato di aver voluto "trarre in inganno la popolazione" inserendo "elementi di propaganda politica" nell'opuscolo informativo. I quattro referendum contestavano tagli per circa 2,5 milioni di franchi decisi dal consiglio comunale in aprile e relativi a spese previste principalmente in ambito culturale e sociale.
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