
Uno svizzero 33enne di origine kosovara è stato condannato oggi dal Tribunale penale di Ginevra a 14 anni di carcere per omicidio intenzionale ed esposizione a pericolo della vita altrui. Nel gennaio 2012, dopo essere stato lasciato dalla compagna, si era presentato nell'appartamento dei genitori di quest'ultima a Vernier (GE) e aveva abbattuto il suocero 56enne a colpi di rivoltella. I giudici hanno seguito la richiesta del pubblico ministero e non hanno considerato alcuna circostanza attenuante: certo - ha rilevato la corte - l'imputato stava vivendo momenti difficili dopo essere stato lasciato dall'amica da cui aveva avuto una bambina, ma non ha agito nello "stato di grave angustia" che secondo il Codice penale consente un'attenuazione della pena. Il tribunale non ha concesso neppure la legittima difesa: il suocero non portava armi, contrariamente a quanto sostenuto durante il processo dall'imputato, che ha già trascorso quasi due anni in detenzione preventiva. Riguardo all'arma in questione, quest'ultimo ha peraltro rilasciato dichiarazioni discordanti tra un'udienza e l'altra, ha constatato la corte. La difesa ha annunciato che ricorrerà in appello. La mattina del dramma, lo svizzero-kosovaro doveva prelevare a casa dei suoceri la figlioletta di tre anni per passare un po' di tempo con lei. Il suo arrivo era stato concordato, ma l'uomo si è presentato in anticipo e l'ex compagna, che risiedeva dai genitori, gli ha chiesto di tornare più tardi. L'imputato, armato fino ai denti - oltre alla rivoltella e a un caricatore pieno aveva con sé un coltello e uno spray al pepe - è però entrato di forza. Il suocero gli ha dato uno schiaffo e lo ha spinto fuori. Pazzo di rabbia, l'uomo è rientrato e gli ha sparato quattro colpi di rivoltella. La condanna di esposizione a pericolo della vita altrui si riferisce al fatto che nell'appartamento erano presenti altre persone che avrebbero potuto essere colpite, tra cui la figlia e una cugina di quest'ultima.
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