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GaultMillau, Jérémy Desbraux è lo Chef dell’anno. Il Ticino brilla con Campanella, Brändli e Ghidoni
© Paul Seewer - Jérémy Desbraux
© Paul Seewer - Jérémy Desbraux
Redazione
6 mesi fa
La nuova guida incorona il giurassiano della Maison Wenger e conferma il talento ticinese: Campanella resta al top con 19 punti, Brändli è stella nascente all’Ecco di Ascona e Ghidoni entra tra le scoperte con l’Osteria Bisnona di Contone.

La Guida GaultMillau 2026 incorona Jérémy Desbraux come Chef dell’anno. Lo chef 39enne della Maison Wenger di Le Noirmont (JU), villaggio di appena 1'957 abitanti, guida una brigata di tredici cuochi e porta il ristorante a 18 punti. Allievo di Franck Giovannini (Crissier), Desbraux punta su prodotti regionali e una cucina di altissimo livello, raccogliendo l’eredità di Georges Wenger, premiato nello stesso luogo nel 1997. Un’edizione, quella del 2026, che celebra la diversità e la forza della gastronomia svizzera, con il Ticino ben rappresentato da Campanella, Brändli e Ghidoni, tre nomi che consolidano la reputazione della regione come laboratorio di giovani talenti capaci di imporsi anche a livello nazionale.

Ticino

Al vertice restano i sette fuoriclasse da 19 punti, tra cui Marco Campanella, che si conferma anche in Ticino: oltre al ristorante Eden Roc di Ascona, lo chef è valutato con il massimo punteggio pure nella sua residenza invernale di Arosa. Per il Ticino, un altro nome in evidenza è quello di Reto Brändli, fresco rientro da Berlino, che ottiene 18 punti all’Ecco di Ascona ed è designato tra le stelle nascenti dell’anno. Nella categoria Scoperte, figura Kira Ghidoni con l’Osteria Bisnona di Contone, esempio della nuova generazione di talenti che sta emergendo anche nel nostro Cantone.

Giovani, donne e cucina 'verde'

Sul piano nazionale, GaultMillau segnala numerosi giovani in ascesa: Marcel Koolen (7132 Silver), Armel Bedouet (L’Aparté, Ginevra), Dario Moresco (Zurigo), oltre a dodici nuovi ingressi nella fascia dei 17 punti. Spazio anche al talento femminile: Stephanie Mittler (Pasticceria dell’anno), Charline Pichon (Sommelier dell’anno) ed Evelyn Igl (Oste dell’anno). Il titolo di Chef Verde dell’anno va a Pascal Steffen, interprete della cucina vegetale al Roots di Basilea.