
Partire in vacanza senza informarsi sulle regole vigenti del paese che si visita può avere delle conseguenze gravi. È quanto è successo a una coppia svizzera che, ignara delle ferree regole sulla protezione degli animali in Islanda, è partita con il proprio gatto, che è stato soppresso dalle autorità islandesi perché introdotto illegalmente nel paese (immagine d'archivio).
Secondo la legge islandese, gli animali domestici possono entrare solo attraverso l'aeroporto internazionele di Keflavik e devono rispettare gli standard del passaporto europeo per animali da compagnia, oltre che essere sottoposti a quarantena. Gli animali introdotti senza dichiarazione, vengono abattuti. Rigide regole introdotte per prevenire il diffondersi di malattie.
Inizialmente la coppia elvetica, che si è diretta sull'isola con il traghetto, non aveva riscontrato problemi. Ma una volta giunta nella città di Höfn, nel sud del paese, un veterinario è stato informato del felino, allertando l'Ufficio competente. Due ore dopo la polizia islandese ha arrestato la turista svizzera, mentre il veterinario ha addormentato l'animale. Ma non finisce qui: la coppia ha pure dovuto pagare per la disinfestazione del proprio camper.
La sfortunata vicenda è stata riportata da diversi media islandesi e sta creando scalpore tra la popolazione locale per il trattamento riservato ai due turisti. In fondo i due cittadini elvetici, entrambi sulla sessantina, non avevano cattive intenzioni e non erano a conoscenza delle regole vigenti. Sono quindi in molti a chiedersi, soprattutto via social, se le autorità islandesi non abbiano esagerato, nonostante la legge parli chiaro. Legge sulla quale da anni si dibatte su un eventuale allentamento. Ma a quanto pare la paura di un epidemia è ancora troppo grande.
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