
Una lettera di due pagine, in francese, sottoscritta dal presidente di Gastrosuisse, Casimir Platzer, e dal direttore Daniel Borner. I destinatari sono il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi e il consigliere di stato Raffaele De Rosa.
Siamo alla vigilia del periodo pasquale e le strutture ricettive del Cantone sono già prese d’assalto dai turisti elvetici. Ecco perché è necessario riaprire gli spazi esterni dei ristoranti, per non creare una società a due velocità.
Il ragionamento è il seguente: da una parte gli alberghi possono offrire i servizi di ristorazione agli ospiti, dall’altra i turisti di giornata o i residenti devono accontentarsi dell’asporto accampandosi in luoghi di fortuna, senza piani pandemici e col rischio di assembramenti.
Una pericolosa ingiustizia che, secondo Gastrosuisse, potrebbe essere sanata con questa deroga che le autorità cantonali dovrebbero chiedere al Consiglio federale. L’obiettivo è riaprire le terrazze fino al 18 aprile.
Il presidente di Gastroticino, Massimo Suter, sul suo profilo Facebook, scrive: «GastroSuisse su mio imput chiede l’apertura delle terrazze per poter consumare il cibo e bibite acquistate presso i ristoranti che offrono take away. Un gesto, non tanto simbolico, a parziale soluzione di un paradosso (terrazze alberghi aperte e spazi pubblici presi di assalto) che anche la cittadinanza fatica a comprenderne lo scopo e la logica».
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