
Al fine di rendere il più equo possibile l’accesso a nuovi medicinali costosi, non occorre soltanto massimizzare i profitti, ma anche rispettare principi etici fondamentali. Lo raccomanda la Commissione nazionale d’etica in materia di medicina umana (CNE).
I prezzi estremamente elevati di taluni nuovi farmaci nonché il successo della ricerca, in particolare negli ambiti dell’oncologia e del trattamento di malattie auto-immuni e virali, generano enormi costi per le cure sanitarie e un aumento dei premi dell’assicurazione malattie. A lungo termine, questa situazione può portare a un indebolimento della solidarietà sociale. Inoltre, se tali medicamenti onerosi sono necessari per un gruppo più importante di persone, ciò può provocare spese supplementari elevate e una carenza di risorse in altri settori delle cure e quindi ripercuotersi anche a livello delle economie domestiche a causa dell’aumento dei premi, precisa la CNE.
In futuro, l’applicazione di criteri legali d’efficacia, adeguazione ed economicità non basterà per mantenere i costi a un livello accettabile. Attualmente, secondo la CNE, è evidente che è indispensabile limitare l’accesso ai nuovi medicamenti. Tuttavia, in questo contesto, la Commissione etica invita i politici a fissare limiti il più equo possibili e comprensibili per la popolazione.
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