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Svizzera
Galleria San Fedele: “Evitare altre tragedie”
Foto CdT/Crinari
Foto CdT/Crinari
Marco Jäggli
6 anni fa
Tre granconsiglieri retici hanno lanciato un appello affinché la sicurezza della galleria venga migliorata, visto l’alto numero di incidenti

4 incidenti gravi dal 2016, di cui uno mortale, l’ultimo dei quali si è verificato lo scorso 7 settembre. Questi i numeri relativi alla galleria di San Fedele che hanno fatto preoccupare i granconsiglieri del circolo di Roveredo (GR) Samuele Censi, Manuel Atanes e Nicoletta Noi Togni, tanto da lanciare un appello al Consiglio di Stato retico e ai rappresentanti a Berna affinché si faccia qualcosa per risolvere la situazione. Secondo i firmatari, “già in sede di progetto, era stata evidenziata la perícolosità di un'autostrada a quattro corsie che s'immetteva poi ín un tunnel a canna unica”. Gli incidenti quindi sono dovuti alla disattenzione degli automobilisti, ma questi non sarebbero aiutati dalla situazione, “specialmente se non conoscono il territorio ed il tracciato”.

Chieste separazioni per evitare gli scontri frontali
I granconsiglieri riportano come, anche su appello di Marco Chiesa, si siano praticati alcuni correttivi a pochi mesi dalla messa in opera. Questi interventi, però “sono purtroppo risultati un palliativo per la sicurezza ed ora urge trovare nuove soluzioni che permettano di ridurre in futuro il rischio di collisioni frontali all'interno della galleria”. Ora, i firmatari chiedono ulteriori misure, per esempio separazioni protettive tra le corsie allo scopo di evitare gli scontri frontali, come già fatto nel tratto autostradale tra Castione e Mesocco, per esempio tramite l’utilizzo di barriere centrali amovibili. “Questi modulí della barriera, in caso di necessità, potrebbero essere abbassati in maniera indipendente, così da facilitare ad esempio l'accesso dei veicoli di salvataggio”.

Infine, i granconsiglieri invitano gli “stimati membri del Governo retico e stímati rappresentanti alle Camere a Berna”, ad analizzare la situazione e ad intervenire tempestivamente presso gli uffici federali competenti “al fine di evitare altre tragedie”.

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