
I costi per la sicurezza causati dal vertice del G7 di Evian (F) verranno con ogni probabilità accollati interamente alla Svizzera, e ai cantoni interessati. La Francia, stando al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), giudica scarse le probabilità di versare un copeco.
Per quanto riguarda la questione delle spese per la sicurezza, la Svizzera e la Francia non sono riuscite a trovare un accordo su una partecipazione ai costi da parte di Parigi, stando a quanto dichiarato oggi a Keystone-ATS dal DFAE, confermando una notizia diffusa da SRF. Le autorità competenti di entrambi i Paesi continuano a dialogare sulle varie questioni relative al vertice del G7. Tuttavia, secondo il DFAE le prospettive di una partecipazione della Francia sono scarse.
Collaborazione
La collaborazione con i vicini che hanno organizzato il summit è stata comunque buona. La Francia ha contribuito alle misure di sicurezza, in particolare con l'impiego delle forze della gendarmeria. E, a differenza del vertice del G7 del 2003 a Evian, questa volta nessun capo di Stato o di governo straniero è stato ospitato in Svizzera. All'epoca la Francia si era fatta carico di gran parte degli oneri.
Intanto, però, c'è chi non l'ha presa bene. Mercoledì scorso, dalle colone del giornale economico romando «L'Agefi», la consigliera di Stato ginevrina Carole-Anne Kast aveva criticato l'approccio della Confederazione ai negoziati con Parigi, da lei giudicato poco risoluto.
I costi
Secondo quanto riferito dalla Kast, le spese per Ginevra ammontavano a 31,6 milioni di franchi. Berna si era impegnata a coprire l'80% dei costi sopportati dai Cantoni interessati. Tuttavia, secondo quanto comunicato oggi dal DFAE, il bilancio finale degli oneri inerenti la sicurezza non è ancora disponibile.
Su decisione del Consiglio federale e del Parlamento, l'esercito ha sostenuto Ginevra, Vaud e Vallese con circa 4 mila soldati in occasione del vertice, tenutosi dal 15 al 17 giugno sulla sponda francese del Lemano.

