
Il presunto responsabile di un furto di dati presso i servizi segreti svizzeri voleva venderli all'estero. Se ci fosse riuscito, avrebbe potuto mettere in pericolo la sicurezza del paese, ha dichiarato oggi a Berna il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. La conferenza del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è stata indetta dopo che ieri il Dipartimento federale della difesa aveva pubblicato uno scarno comunicato dal titolo "Abuso di dati scongiurato in seno al SIC", il Servizio delle attività informative della Confederazione che riunisce dal primo gennaio 2010 i servizi di intelligence elvetici. "Si tratta di un grave caso di spionaggio economico", ha detto il procuratore Carlo Bulletti, capo della sezione Protezione dello stato e reati speciali, che si occupa del caso. La Procura federale ipotizza anche i reati di spionaggio politico e violazione del segreto d'ufficio. I responsabili dell'MPC non hanno voluto indicare di che dati si tratti. La Procura federale - ha detto Bulletti - è stata avvertita il 25 maggio dal SIC sui sospetti di furto. L'indicazione - ha precisato rimanendo nel vago - è venuta dall'interno della Svizzera, ma dall'esterno dell'Amministrazione federale. La Procura federale ha subito avviato un'inchiesta e condotto una perquisizione domiciliare con l'ausilio della polizia giudiziaria federale. Il dipendente del SIC, attivo nel settore informatico, è stato arrestato e posto in detenzione preventiva fino al 5 luglio. Secondo le informazioni dell'MPC avrebbe avuto problemi psichici. ATS
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